La nota
mercoledì 26 Marzo, 2025
Arretrati ai consiglieri, in un giorno ricevono lo stipendio annuale di un dipendente. La Cgil: «Ennesimo schiaffo a famiglie e lavoratori»
di Redazione
Netta la presa di posizione del segretario Andrea Grosselli
«Le retribuzioni in media in Italia hanno perso l’8.7% del loro valore rispetto al 2008. Questo vuol dire che lavoratrici e lavoratori dipendenti sono più poveri rispetto a diciassette anni fa. Non va meglio alle pensionate e ai pensionati con la sforbiciata alla rivalutazione delle pensioni. Di certo non si accorgono di questi “ammanchi” le consigliere e i consiglieri regionali che stanno per incassare arretrati per 20mila euro, cifre che quasi equivalgono da sole alla retribuzione media annua di un lavoratore dipendente che in Trentino supera di poco i 21mila euro. Dunque non si può che restare basiti ed indignati di fronte a questa decisione che conferma come la classe politica goda ancora di privilegi inaccettabili. E non si tratta di fare facile demagogia: non abbiamo mai nascosto l’opportunità e la necessità di prevedere una giusta retribuzione per chi si dedica alla politica ricoprendo un incarico nelle istituzioni. Una cosa è il giusto riconoscimento economico, cosa diversa è il privilegio».
A dirlo è Andrea Grosselli, segretario generale della Cgil, riflettendo sull’indicizzazione degli stipendi dei consiglieri.
«Restiamo dell’idea – prosegue – che gli aumenti delle indennità debbano essere agganciati agli aumenti contrattuali dei dipendenti pubblici in valore assoluto. Ipocrita e facile è usare l’aumento percentuale che per un lavoratore dipendente non copre comunque l’aumento del costo della vita registrato solo nell’ultimo triennio.
Di fronte a questo ennesimo schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori auspichiamo almeno che consiglieri e consigliere versino la somma ottenuta nel fondo regionale per le famiglie e l’occupazione».
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