tunisia
mercoledì 19 Aprile, 2023
Arrestato il leader tunisino del partito Ennahdha. L’Ue chiede chiarezza
di Redazione
Rached Ghannouchi sarebbe stato interrogato in merito ad un video diffuso online in cui avrebbe avvertito la popolazione della guerra civile in corso
«Seguiamo con grande preoccupazione gli ultimi sviluppi in Tunisia, in particolare l’arresto di Rached Ghannouchi e le informazioni relative alla chiusura della sede del partito Ennahda a Tunisi. Questo arresto si aggiunge alla serie in corso di detenzioni di attori politici di vari gruppi di opposizione». Così il portavoce del Servizio per l’azione esterna Ue in una nota in cui si sottolinea che «in attesa di informazioni ufficiali sui motivi di questo arresto, ricordiamo l’importanza del rispetto dei diritti della difesa nonché del diritto a un giusto processo. Sottolineiamo anche il principio fondamentale del pluralismo politico».
L’arresto era stato comunicato lunedì notte dallo stesso partito di opposizione Ennahdha, che aveva annunciato che i leader Ghannouchi «è stato portato prelevato da casa» dopo una perquisizione della polizia. Uno «sviluppo molto pericoloso», ha rimarcato il gruppo politico. Secondo i media tunisini, Ghannouchi sarebbe stato interrogato in merito ad un video diffuso online in cui avrebbe avvertito la popolazione della guerra civile in corso. L’agenzia di stampa ufficiale Tap aveva precisato che Ghannouchi, 81 anni, sarebbe stato «arrestato su mandato dai pubblici ministeri dell’antiterrorismo» nell’ambito di un’indagine «sui recenti commenti provocatori» e trasferito in una caserma di Aouina, a nord-est di Tunisi. Altri media riferiscono che il leader sarebbe stato interrogato proprio sul video in cui presumibilmente afferma che gli sforzi percepiti del presidente tunisino Kais Saied per «sradicare l’opposizione islamista» minacciano «di scatenare la guerra civile».
Il braccio destro di Ghannouchi, Mondher Lounissi, ha spiegato ieri che «l’arresto non risolverà i problemi del Paese», «Ennahdha è una partito civile che lavora secondo la legge e in totale trasparenza»: «È inaccettabile – ha spiegato Lounissi – perseguire i politici sulla base della legge antiterrorismo, soprattutto quando le accuse riguardano le sue dichiarazioni. Anche ai suoi avvocati è stato vietato di vederlo. Ennahdha affronta una nuova ingiustizia in questo Paese. Eppure questo partito ha il diritto di esistere e di fare politica».
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