I finanziamenti

domenica 4 Ottobre, 2026

Aree montane, contributi fino al 90% per i progetti contro lo spopolamento e per rilanciare le comunità

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La Provincia cambia i criteri per gli interventi sperimentali: fino a 50 mila euro per la progettazione e 100 mila per le azioni complementari

Dai contributi fino al 90% alla specifica attenzione alle azioni contro lo spopolamento. Venerdì scorso la giunta provinciale ha approvato i nuovi criteri per i progetti sperimentali nelle aree montane, nell’ottica di passare dal finanziamento di singoli interventi alla costruzione di progetti condivisi, capaci di produrre un impatto concreto e duraturo sulle comunità. Tali criteri sono destinati agli enti locali e agli enti esponenziali dei beni di uso civico. Rispetto all’impianto adottato nel 2022, la misura viene semplificata e articolata in quattro tipologie di azione, con una particolare attenzione al contrasto allo spopolamento.

«Tenere vive le comunità delle nostre valli, anche quelle più periferiche, significa creare le condizioni perché le persone possano continuare a vivere, lavorare e costruire un proprio percorso di vita in quei territori — sottolinea a proposito il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti — In tal senso questa iniziativa, che si inserisce in una strategia più ampia della Provincia per rafforzare l’attrattività delle valli trentine, può rappresentare uno strumento importante perché consente alle comunità di individuare soluzioni innovative ascoltando gli attori del territorio e quindi costruite sulla base delle proprie caratteristiche e dei propri bisogni».

Il nuovo impianto rafforza la dimensione progettuale: le risorse non vengono assegnate semplicemente sulla base della tipologia di intervento, ma a partire da un’idea progettuale coerente con gli obiettivi individuati e dalla successiva elaborazione di un progetto operativo. La progettazione dovrà definire bisogni, obiettivi, azioni, soggetti coinvolti, tempi e risultati attesi, secondo una logica di intervento condivisa e verificabile, con l’obiettivo primario di tradurre l’innovazione in impatto significativo per il territorio.

Una prima novità riguarda proprio la semplificazione delle possibilità di intervento, che vengono ricondotte a quattro tipologie: nuovi progetti sperimentali, progetti già realizzati e riproposti in altri contesti, progetti integrativi rispetto a esperienze precedenti e progetti sviluppati nell’ambito di iniziative di interesse provinciale. A queste possono aggiungersi azioni complementari, funzionali alla realizzazione o alla prosecuzione degli obiettivi progettuali, anche attraverso interventi materiali.

Tra le priorità viene rafforzato il tema del contrasto allo spopolamento. I nuovi criteri valorizzano infatti le progettualità che interessano i territori coinvolti nelle azioni provinciali per la rivitalizzazione delle aree a rischio di abbandono, favorendo il collegamento tra iniziative diverse e una maggiore capacità di incidere sulle condizioni che rendono un territorio attrattivo e vitale.

La misura prevede inoltre un sistema di contributi più semplice, basato su importi standard e sulla valutazione della qualità della proposta. Per la componente progettuale il contributo può arrivare fino a 50.000 euro, mentre per le azioni complementari è previsto un contributo fino a 100.000 euro. La copertura provinciale può raggiungere il 90% della spesa ammessa.

La maggiore attenzione alla progettazione sarà poi accompagnata da un’attività di formazione e supporto.

La struttura provinciale metterà a disposizione le esperienze maturate attraverso le precedenti sperimentazioni e organizzerà, anche con il coinvolgimento del Consorzio dei Comuni, momenti di informazione, sensibilizzazione e accompagnamento rivolti alle amministrazioni e alle Comunità di valle. L’obiettivo è sostenere gli enti non soltanto nella fase di accesso ai contributi, ma anche nella costruzione di proposte capaci di mettere in rete competenze, soggetti e risorse. La nuova impostazione punta così a rafforzare il carattere sperimentale e innovativo della misura: le risorse provinciali dovranno accompagnare progettualità dal basso, capaci di rispondere a esigenze specifiche dei territori e possibilmente diventare esperienze replicabili.

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