L'accusa
venerdì 31 Gennaio, 2025
Annegarono nel Natisone, quattro indagati per la morte dei tre ragazzi: «Negligenza nei soccorsi»
di Redazione
L'accusa è di omicidio colposo plurimo: i vigili avrebbero ricevuto sei chiamate, tre partite da una delle vittime
I magistrati friulani indagano per omicidio colposo plurimo su tre vigili del fuoco e un operatore della sala emergenze sanitarie Sores per l’annegamento fatale di Patrizia Cormos, Bianca Doros e Christian Molnar nel fiume Natisone in piena, il 31 maggio 2024.
La Procura di Udine ha formalizzato la conclusione delle indagini nei confronti dei tre vigili del fuoco, fra cui un capoturno, e un operatore della sala emergenze sanitarie Sores per l’annegamento dei tre ragazzi nelle acque in piena del fiume Natisone, a Premariacco. Sono accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, «perché mediante condotte colpose concorrenti, per imperizia, negligenza e imprudenza» non sarebbero riusciti a impedirne la morte.
Adesso, i loro avvocati avranno venti giorni per presentare memorie difensive, chiedere di essere interrogati dai magistrati o per rilasciare dichiarazioni spontanee.
Queste le accuse contenute nel fascicolo redatto dal procuratore Massimo Lia e dalla pm Letizia Puppa, composto da molti faldoni e cd a disposizione della difesa.
In corso da mesi il lavoro degli investigatori, che hanno già sentito diversi testimoni, analizzato i tabulati e le registrazioni di sei chiamate, di cui tre effettuate da Patrizia Cormos. Nell’ultima, la ragazza avrebbe disperatamente invocato l’invio di un elicottero, in preda al terrore per l’acqua che stava salendo. Le altre tre chiamate furono fatte da tre passanti tra cui un carabiniere.
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