Il fenomeno
domenica 30 Novembre, 2025
Aggressioni contro i sanitari in aumento: in dodici mesi appena crescita del 33%
Nel 2025 registrati 44 episodi denunciati, più del doppio rispetto al periodo pre-Covid. Al convegno CoES il settore chiede formazione, tutela e un riconoscimento professionale per ricucire il rapporto con i cittadini
Sirene che squarciano il traffico, telefonate concitate che arrivano una dopo l’altra, voci che tremano, urlano, implorano. È in questo flusso ininterrotto che gli operatori dell’Emergenza Sanitaria lavorano ogni giorno, sospesi tra la necessità di dare risposte immediate e la fatica di dover gestire la tensione emotiva e talvolta l’aggressività di chi chiama.
Con questa immagine si è aperto ieri il convegno «Aggressioni e soccorso: come ci comportiamo?» organizzato da Conducenti Emergenza Sanitaria (CoES) del Trentino, un momento di confronto sulle aggressioni al personale sanitario, sulle modalità per prevenirle e sulle possibili azioni per contrastarlo.
Ad intervenire, l’Assessore provinciale alla salute, politiche sociali e prevenzione, Mario Tonina. «Gli autisti soccorritori professionisti rappresentano il primo volto delle istituzioni nei momenti di massima fragilità dei cittadini e sono un presidio insostituibile di sicurezza e umanità. È grazie a loro se il sistema di emergenza si muove, risponde, protegge. La professione attende da tempo un riconoscimento formale che definisca standard omogenei, compiti specifici e percorsi formativi chiari».
Nel settore, però, si respira una quotidianità segnata da tensioni e criticità. «Serve formazione. Solo con questa possiamo imparare a gestire le forti emozioni dei pazienti e dei loro familiari e a calmierare le aggressioni che subiamo» osserva il presidente di CoES Trentino, Giordano Brida. «Le aggressioni avvengono quotidianamente, anche se non sempre vengono denunciate. Dobbiamo arginare questo fenomeno lavorando all’interno dell’associazione di categoria con la formazione e all’esterno per riavvicinare i cittadini. Bisogna ricucire un patto tra soccorritori e cittadinanza». Centrale resta anche il nodo del riconoscimento professionale: «Quella dell’autista soccorritore è una figura che nella pratica esiste, ma che è priva di un riferimento normativo nazionale che garantisca uniformità».
Tornando sul tema delle aggressioni, Brida avverte: «È un trend in aumento. Nel corso del 2025, abbiamo avuto 44 casi in cui è stata presentata denuncia, aumentati d’un terzo rispetto al 2024 e più che raddoppiati da prima del Covid, quando erano 17».
La psicologa Eleonora Avi ha fornito una lettura del fenomeno delle aggressioni. «La rabbia – ha dichiarato – è un’emozione-coperchio. Sotto ci sono la paura e la tristezza. L’attacco è un tentativo disperato di riprendere il controllo». In queste situazioni, l’empatia diventa cruciale, ma non cancella la violenza subita.