Lavis

domenica 11 Ottobre, 2026

Adele Cobelli, la lettera della famiglia dopo la tragedia: «Il vuoto pieno di dolore è stato riempito dall’amore»

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Su «Lavis Notizie» il messaggio dei familiari della quattordicenne della Asd Bike Movement, travolta e uccisa durante un allenamento a Pressano il 20 giugno: «Grazie a tutta la comunità per la partecipazione e le preghiere»

Il dolore per una perdita impossibile da colmare, ma anche l’amore e la vicinanza di una comunità che si è stretta attorno alla famiglia. A poco più di tre mesi dalla morte di Adele Cobelli, la giovane atleta di 14 anni della Asd Bike Movement travolta e uccisa a Pressano il 20 giugno 2026 mentre si allenava, i familiari affidano a una lettera la propria gratitudine per l’affetto ricevuto. Il messaggio è stato pubblicato sull’ultimo numero di «Lavis Notizie», il bollettino del Comune di Lavis.

«Il 20 giugno 2026 ha cambiato per sempre la nostra vita. Il nostro Dono Adele è nata in cielo e ha lasciato un vuoto incolmabile nel nostro vivere quotidiano su questa terra», scrivono i familiari, ricordando una giornata che «sicuramente rimarrà il giorno più lungo della nostra vita». Un momento in cui «la tristezza e la confusione sono stati un peso quasi insostenibile».

Accanto al dolore, però, la famiglia racconta di aver trovato fin da subito una presenza capace di offrire sostegno. «Questo vuoto pieno di dolore immenso però già il giorno stesso e sempre più i giorni seguenti è stato riempito sempre più dall’Amore». Un amore che, nella lettera, assume volti e significati diversi: quello dei parenti, degli amici, delle persone incontrate nel corso della vita, ma anche quello di Dio e di Adele.

Da qui il ringraziamento rivolto all’intera comunità: «Per questo vogliamo ringraziare tutta la comunità di Lavis, comprese le associazioni, per la partecipazione e le preghiere».

Le messe per Adele ogni 20 del mese

La famiglia invita inoltre a continuare a condividere i momenti di raccoglimento dedicati alla ragazza: «Ci farebbe piacere avervi sempre vicino alle Messe che verranno celebrate per e con Adele ogni 20 del mese».

Nelle righe finali riaffiora il ricordo di uno dei momenti più dolorosi, quello in cui il sindaco Luca, indicato dai familiari anche come amico, ha dovuto comunicare loro la notizia della tragedia. «Per terminare, abbiamo ancora negli occhi e nel cuore il momento in cui il nostro Sindaco e Amico Luca si è caricato la croce di dirci quello che era successo, dal vetro della cantina gli occhi lucidi ci avevano già detto tutto senza parlare…».

La lettera si chiude con parole semplici, ripetute tre volte, che restituiscono il senso del messaggio: «GRAZIE GRAZIE E ANCORA GRAZIE».

A firmare sono Adele, Gioele, Sara e Devis.

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