Terra Madre

venerdì 22 Maggio, 2026

Addio a Carlo Petrini, il visionario fondatore di Slow Food. «Lascia un vuoto, ma chi semina utopia raccoglie realtà»

di

Gli studi a Trento, il movimento di Terra Madre, l'impegno per un turismo e una filiera lenta. Da Meloni a Mattarella, il cordoglio per la scomparsa di un amico del Trentino

Nella tarda serata di giovedì, nella sua abitazione, a Bra (Cuneo), all’età di 76 anni, è mancato Carlo Petrini, conosciuto anche come Carlin, fondatore di Slow Food. Lo scrive la stessa associazione in un comunicato, sottolineando che «dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco».

Gli studi a Trento

Dopo il diploma tecnico (1968), Petrini studiò all’Università di Trento. Per mantenersi gli studi in Sociologia, lavorò con suo padre. «Lo aiutavo nella sua officina e frequentavo le serali a Torino: andavo a Trento solo per dare gli esami — raccontò in un’intervista al Corriere della Sera — Erano gli anni delle occupazioni di Boato, Curcio, Rostagno. Lasciai che mi mancavano 4 esami, c’erano troppe cose da fare: a Bra aprimmo il primo spaccio alimentare e fondammo Radio Bra Onde Rosse, che finì 3 volte sotto sequestro».

I ricordi di Mattarella e Meloni

Non appena è stata diffusa la notizia della sua morte, sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio, a partire da quello del Capo dello Stato. «La scomparsa di Carlo Petrini lascia un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell’intera società e non solo in Italia — dichiara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella — Le sue intuizioni e le sue costanti sollecitazioni sulla sostenibilità, sulla necessità di preservare le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali, sul rispetto dell’ambiente hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione, ispirata a criteri di qualità, di genuinità, di eticità. Esprimo il mio profondo cordoglio ai familiari e a tutte le persone che hanno lavorato con lui».

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda Petrini come «un visionario, un innovatore, un uomo che ha anticipato i tempi. Petrini — aggiunge — ha impresso un’impronta profonda all’immaginario agroalimentare e gastronomico italiano: è stato tra i primi a promuovere il concetto di sovranità alimentare e a difendere il diritto al cibo di qualità per tutti, valorizzando il legame tra identità, territorio e tradizioni. Un contributo indelebile, che il governo ha voluto riconoscere in modo solenne, assegnandogli il riconoscimento di Maestro dell’Arte della Cucina Italiana».

Il messaggio del Film Festival

La sua attenzione alle Terre alte ha lasciato il segno anche in Trentino. «Carlin Petrini è stata una di quelle persone, pochissime purtroppo, capaci di cambiare realmente il corso delle cose — ricorda il presidente del Trento Film Festival Mauro Leveghi — È stato capace di vedere, prima e meglio degli altri, ciò che ora appare quasi scontato: ma, più di tutto, è stato capace non solo di vedere e di intuire, ma di realizzare concretamente la sua visione. Petrini ha parlato della necessità di mettere la terra al centro, di rigenerazione ecologica, di centralità del cibo inteso come atto politico e non vezzo edonistico, quando il mondo stava andando in tutt’altra direzione. Un visionario utopista con i piedi saldamente ancorati al suolo, quel suolo da cui nasce la vita e da cui dipende il futuro dell’umanità. Aveva un’attenzione speciale per le Terre alte, per le economie di montagna, così fragili e così necessarie. Ci mancherà moltissimo, ma sapremo onorare l’enorme eredità di idee, visioni e valori che ha lasciato a tutte e tutti noi».

Il cordoglio di don Ciotti

Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, ha voluto riprendere le parole del fondatore di Slow Food: «Chi semina utopia, raccoglie realtà, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia. Carlo è stato un visionario e un costruttore: di relazioni, di progetti, di riflessioni. Ma per noi è stato prima di tutto un grande amico».

Nella mattinata di domani nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo si terrà la commemorazione funebre. Per l’occasione l’amministrazione braidese ha indetto una giornata di lutto cittadino. «Ci stiamo muovendo in funzione delle indicazioni della famiglia. Non ci saranno funzioni religiose e la camera ardente sarà aperta presso l’Agenzia di Pollenzo tutto sabato e domenica, quando alle 11.30 si terrà una cerimonia sobria, molto semplice come ha richiesto la famiglia, e sono previsti alcuni interventi: persone che porteranno un saluto per Carlo», fa sapere a LaPresse Daniele Buttignol, amministratore unico di Slow Food promozione srl. «La scelta del luogo? Qui c’è la Banca del Vino, l’albergo e la sede dell’Università di Scienze gastronomiche di cui Carlo Petrini era ancora presidente e che è, insieme a Slow Food, la cosa più identificativa di del suo lascito».