il caso
sabato 11 Ottobre, 2025
Accusati per omissione di soccorso di un gregge di pecore: assolti due veterinari dell’Apss
di Redazione
Secondo l'accusa, avrebbero dovuto sottrarre gli ovini a tre allevatori modenesi che avrebbero provocato la morte di gran parte degli animali
Assolti dal Tribunale di Trento dopo due anni di processo i due veterinari dell’Apss di Trento che erano accusati di omissione d’atti d’ufficio per non aver sottratto un gregge di pecore a tre allevatori modenesi che avrebbero provocato la morte di gran parte degli animali. L’avvocato dei veterinari, Roberto Bertuol, però è riuscito a dimostrare la correttezza dell’operato dei suoi assistiti. Era agosto 2019 quando furono recuperate dagli uomini della forestale 180 carcasse di pecore nei pascoli di Borzago, sopra il comune di Spiazzo in Val Rendena. Erano una parte dei capi (600 in tutto) arrivati dalla provincia di Modena il mese prima con la formula del prestito, meccanismo applicato per mantenere i contributi assegnati dalla Pac europea e dal Piano di sviluppo rurale provinciale.
Allora erano scattate le indagini dei forestali ed erano state effettuate le autopsie sugli animali. Inizialmente erano 5 gli imputati e cioè due veterinari trentini e tre allevatori modenesi accusati, questi, di maltrattamento di animali. I tre allevatori avevano già ottenuto dal tribunale collegiale la derubricazione del reato contestato. L’accusa è stata infatti riqualificata in quella di abbandono di animali e gli allevatori sono stati ammessi all’oblazione e sono usciti dal processo pagando un’ammenda di 5 mila euro a testa. Diversa invece la posizione dei due veterinari dell’Apss a cui era contestata l’ipotesi di reato di omissione di atti d’ufficio perché – è l’accusa – non avrebbero emesso un provvedimento di ritorno di quelle pecore.
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