Il dibattito
martedì 17 Febbraio, 2026
Accoglienza in Trentino, i sindacati alla Provincia: «Si crei un sistema che tuteli i diritti di chi vuole lavorare qui»
di Redazione
Incontro tra confederali e la Provincia. Al centro del dibattito la gestione delle Residenze Fersina e Brennero e la necessità di superare un modello gestionale "calato dall'alto"
Il tavolo di confronto sul sistema di accoglienza in Trentino entra nel vivo. Nell’incontro odierno con il Dirigente Generale Luca Comper e la nuova sostituta Direttrice dell’Ufficio Immigrazione, Valeria Albertini, le organizzazioni sindacali hanno ribadito con fermezza la necessità di una svolta radicale.
Per FP CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS, il punto di partenza deve essere la ridefinizione dei canoni del servizio, mettendo al centro la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e i diritti dei migranti. In questo processo, i sindacati rivendicano un ruolo attivo: « Devono essere considerate e integrate a pieno diritto quali stakeholder strategici, al fine di apportare al tavolo la propria specifica competenza tecnica ».
Le criticità segnalate riguardano in particolare la gestione della prima accoglienza, con riflettori puntati sulle Residenze Fersina e Brennero e sulla situazione dei minori stranieri non accompagnati. Criticità definite « ataviche » che richiedono soluzioni rapide, da attuare attraverso il rinnovo delle convenzioni e una verifica puntuale sulla qualità delle prestazioni erogate dagli enti gestori.
Uno dei punti più caldi riguarda la visione politica del sistema. Le sigle sindacali chiedono di superare l’approccio attuale, denunciando che « è fondamentale che i servizi di accoglienza siano strutturati per rispettare sia chi vi lavora sia le persone accolte ». Il rischio, secondo le organizzazioni, è che il sistema diventi una mera gestione di manodopera precarizzata.
Il comunicato conclude con un monito chiaro alla Giunta provinciale: « L’obiettivo non può e non deve essere la gestione intermediata di una massa di futuri lavoratori privi di diritti, ma la costruzione di un sistema dignitoso e trasparente che possa nel prossimo futuro portare soluzioni e non generare ulteriori criticità ».
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