Sci
mercoledì 7 Gennaio, 2026
A Madonna di Campiglio è il giorno della 3Tre. L’appuntamento alle 18: ecco chi sono i favoriti
di Lorenzo Fabiano
Gli italiani non vincono dal sempre più lontano 2005. In pole svizzeri e norvegesi, ma sul Canalone Miramonti le sorprese sono in agguato
«La 3Tre non è solo una gara: è una festa che attraversa Madonna di Campiglio, una storia di passione che coinvolge ogni angolo della nostra località. Ogni edizione è un’occasione unica per vivere emozioni che vanno oltre il cronometro e per sentirsi parte di una tradizione che unisce campioni e pubblico da oltre 75 anni». Parole del presidente della 3Tre, Lorenzo Conci.
È stato un giorno della Befana davvero particolare, quale vigilia della 72ª edizione della Classicissima, quello nella Perla delle Dolomiti: come da tradizione ormai più che consolidata, sono stati tanti gli eventi che hanno fatto da gustoso antipasto allo slalom di stasera (prima manche alle 18, seconda alle 21, con diretta su Rai2 ed Eurosport).
Si è cominciato a metà pomeriggio al PalaCampiglio, dove Paolo De Chiesa e Kristian Ghedina hanno presentato le loro biografie «Ho sfiorato il cielo» e «Ghedo, non ho fretta ma vado veloce» (entrambe editi da Minerva) e hanno intrattenuto il pubblico accompagnati dalla voce dello sci di Eurosport Zoran Filicic: due storie di sport, ma prima di tutto di vita, tra imprese e sogni realizzati o solo accarezzati, momenti di gloria e cadute.
A seguire, parata di stelle in Piazza Sissi e Piazza Righi con l’apertura del Villaggio 3Tre: a scaldare il pubblico, il grande Alberto Tomba, tris di successi a Campiglio tra il 1987 e 1995, e l’Ambassador 3Tre Giorgio Rocca, vincitore nella notte magica del 12 dicembre del 2005 e ultimo azzurro ad aver trionfato sul Canalone Miramonti:
«La vittoria in Italia mi mancava, ma ero in un grande periodo e ci credevo – ricorda Rocca –. La settimana prima avevo vinto negli Stati Uniti, ma chiaramente farlo in Italia aveva tutt’altro sapore e prestigio. Era il momento giusto per provarci e ci riuscii».
Terzo dopo la prima manche, ma sul collo di Benni Raich e Kalle Palander, Rocca compì il suo capolavoro nella seconda mettendo così la firma su una delle sue vittorie più belle ed emozionanti. «Quando arrivò l’ultimo atleta al traguardo il pubblico si scatenò come non avveniva dai tempi di Alberto Tomba, il mio idolo e lo sciatore a cui mi sono ispirato. A distanza di anni ho ancora i brividi: è stata l’emozione più grande della mia carriera, anche se quell’anno vinsi sempre fino a Wengen. Campiglio mi rese l’uomo da battere, il punto di riferimento dello slalom mondiale», racconta il livignasco.
Oltre a lui e Tomba, a completare il parterre de roi c’erano il campione olimpico di slalom a Vancouver 2010 Giuliano Razzoli, che proprio a Campiglio un anno fa raccolse il tributo della folla per il suo addio all’attività agonistica, altri tre vincitori della 3Tre come Marc Girardelli, Ivano Edalini e Ole Kristian Furuseth, oltre all’argento olimpico nei tuffi ai Giochi di Rio 2016 Francesca Dallapè.
Quindi il momento più atteso, vale a dire il sorteggio dei pettorali in Piazza Sissi per i migliori quindici slalomisti del ranking, per poi chiudere con l’abbraccio caloroso degli appassionati alla Nazionale Italiana di slalom.
E qui veniamo agli azzurri in gara, che saranno sei: Alex Vinatzer, Tommaso Sala, Tobias Kastlunger, Matteo Canins, Tommaso Saccardi e Corrado Barbera. Detto di Sala in grande progresso e ormai pienamente recuperato (lo conferma il 7° posto di dicembre a Val d’Isère) dopo aver saltato tutta la scorsa stagione per la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, è chiaro come le nostre speranze ricadano in primis su Vinatzer, qui terzo nel 2020 (ultimo podio azzurro sulla 3Tre) e quarto un anno dopo; più regolare e solido in gigante, il 26enne di Selva di Val Gardena può comunque vantare quest’anno un quarto posto nello slalom di Val d’Isère acciuffato grazie a una seconda manche favolosa.
È proprio questo il punto, al tempo stesso il suo tallone d’Achille: metterne insieme due di manche all’altezza del suo enorme talento. To be or not to be, sciatore amletico Vinatzer. Grandi sprazzi, grandi parziali, grandi potenzialità, ma manca ancora qualcosina per completare l’opera. Ci riuscirà stasera? È ciò che tutti nel clan azzurro si augurano.
A un mese dalle Olimpiadi, un buon piazzamento nello slalom di casa sarebbe quell’iniezione di fiducia per presentarsi bello carico e sereno al grande evento a cinque cerchi. A Campiglio è tutto pronto, fa parecchio freddo, la 3Tre è tirata a lucido per le grandi occasioni. In pista si preannuncia uno scontro fra i titani delle curve strette, svizzeri e norvegesi (tra questi mettiamoci anche il brasiliano di Norvegia Braathen) su tutti.
Occhio pure agli austriaci e ai francesi, ma le sorprese son dietro l’angolo: per informazioni rivolgersi al funambolo bulgaro Albert Popov che un anno fa non lo videro arrivare e mise tutti nel sacco. Tutto è possibile, niente è impossibile: Italia, se ci sei, batti un colpo.
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