Il ricordo
mercoledì 5 Agosto, 2026
A dieci anni dalla morte, Predazzo ricorda l’ex vicequestore Roberto Giacomelli. «Un esempio di integrità morale»
di Francesco Morandini
Già nella Digos di Bologna, Venezia e Trieste, morì prematuramente a causa di una malattia
Il cinque agosto di dieci anni fa si spegneva, a causa di una grave malattia, Roberto Giacomelli già vicequestore e capo della squadra mobile di Trento e da ultimo capo di gabinetto in Questura a Bolzano. Giacomelli, 48 anni, uomo particolarmente amato nella sua Predazzo dove, quand’era in Regione, tornava quasi tutte le sere, per la sua umanità, la simpatia, l’affabilità il sorriso che non mancava mai e la grande disponibilità. Ma era molto amato anche dalla sua squadra e da tutta la Polizia tanto che il funerale nella parrocchiale di Predazzo era stato un grande abbraccio, anzi due: quello del proprio paese e quello della Polizia, dei molti agenti e colleghi che avevano apprezzato la sua preparazione e determinazione dimostrata in molte occasioni, e tra i quali non è mancato il capo della Polizia Franco Gabrielli. Roberto Giacomelli era arrivato a Trento nel 2001 dopo la laurea in giurisprudenza, la scorta al ministro dell’Interno e il lavoro nella Digos a Bologna, Venezia e poi a Trieste, prima di tornare a casa vicino alla sua famiglia, a Trento e poi a Bolzano. La vedova Katia, le figlie Elisa, Francesca e Chiara e la sorella Maria Cristina hanno voluto ricordarlo per il grande affetto dei predazzani che lui contraccambiava mettendosi a disposizione e aiutando i cittadini anche nelle piccole incombenze presso la Questura.
«Roberto è sempre stato il mio fratellino, visti i nostri 7 anni di differenza. Sorrido a pensare che, alla mia prima supplenza all’ITC di Predazzo, lui frequentava la classe quinta in cui insegnavo», è il pensiero della sorella Maria Cristina, la quale ricorda la sua soddisfazione per la scelta di entrare nella Polizia nonostante gli costasse il sacrificio di restare lontano da casa e dagli affetti, prima di sposarsi con Katia e poter così raggiungere Trento e Bolzano. Le figlie Elisa Francesca e Chiara rammentano la sua spensieratezza, la sua capacità di strappare un sorriso, esempio di integrità morale e allo stesso tempo padre presente e di compagnia per tutti. «Nel corso della nostra vita abbiamo incontrato diverse persone che ci hanno raccontato aneddoti e storie che ti vedevano protagonista – scrivono rivolgendosi al padre – e che ci hanno confermato di continuo l’uomo che sei stato», «Vedo nelle ragazze diverse parti di te, e questo è bellissimo», il pensiero della moglie Katia.
Di certo Roberto Giacomelli è rimasto anche nel cuore di tutti i predazzani.
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