L'incontro
giovedì 29 Gennaio, 2026
Alto Garda, 51 furti in quattro mesi. E i carabinieri tracciano l’identikit: «Sono 3/4 gruppi, puntano case isolate. Ma non affrontateli»
di Veronica Antoniazzi
I numeri sono stati riepilogati nel corso di una serata informativa per la cittadinanza
Mentre alla Sala della Comunità si parlava di sicurezza e prevenzione, i ladri erano già all’opera. Durante la serata informativa su furti e truffe online, promossa dalle forze dell’ordine locali, sono stati messi a segno altri due colpi in abitazioni ad Arco, nella zona di Prabi. Un fatto che rende ancora più preoccupante il quadro complessivo delineato dal maggiore Francesco Bagnolo, che ha illustrato i numeri relativi al periodo 1 settembre – 31 dicembre: 51 episodi complessivi nei cinque Comuni dell’Alto Garda, di cui 22 tentati e 29 compiuti.
Dove e quando colpiscono i ladri
Diversi gruppi criminali agiscono spesso in contemporanea su un’area che si estende da Madonna di Campiglio a Riva del Garda. Per quanto riguarda l’Alto Garda, la maggior parte dei colpi si concentra ad Arco, con una presenza significativa anche a Dro in rapporto alla densità abitativa. Meno interessato risulta, invece, il centro di Riva. «Le abitazioni prese di mira – ha chiarito il maggiore – non sono quasi mai quelle nei centri storici, ma quelle periferiche, vicine a boschi, campagne e vigneti».
Una scelta non casuale: «In queste zone – ha aggiunto – ai ladri bastano pochi passi nella boscaglia o tra i filari per far perdere le tracce. La possibilità di allontanarsi rapidamente, unita alla scarsa illuminazione e al minor passaggio di persone e veicoli, rende queste abitazioni particolarmente appetibili».
L’orario più critico è quello pomeridiano dalle 16.30, quando cala la luce e molte abitazioni restano vuote. Le operazioni sono attuate da gruppi di 3/4 persone: «Uno resta in auto – ha spiegato Bagnolo – mentre gli altri si muovono a piedi». Gli strumenti utilizzati sono pochi e semplici: cacciavite, piccolo trapano e piede di porco. L’accesso avviene forzando la serratura, sollevando l’infisso o forando la finestra per aprire dall’interno.
Una volta entrati, i ladri vanno direttamente nelle camere da letto, aprendo comodini, cassetti e armadi, per poi spostarsi nella zona giorno. Cercano oro, gioielli e contanti, restano in casa 4–5 minuti, per poi passare a un altro obiettivo. «Per questo – ha concluso – troviamo spesso più abitazioni colpite nella stessa area».
Prevenzione: cosa funziona
Secondo le forze dell’ordine, la prevenzione resta uno strumento fondamentale. «La prima difesa è l’illuminazione esterna – ha affermato Bagnolo –. Abbiamo visto ladri fuggire non appena si è accesa una luce». Anche l’illuminazione interna, come le luci temporizzate, può contribuire a simulare la presenza in casa.
Fondamentali anche allarmi e sistemi di videosorveglianza, ma con un’indicazione chiara: «In caso di allarme, chiamate subito il 112. Guadagnare anche solo 5–10 minuti può fare la differenza». A questo proposito, il maggiore ha precisato che «nei 51 casi complessivi solo due abitazioni avevano un sistema: in una non era inserito, nell’altra la proprietaria ha chiamato un parente invece del 112 e il furto era già stato commesso».
Tra gli altri accorgimenti indicati: abbassare sempre le tapparelle; chiudere correttamente le porte blindate dando il giro di chiave; non lasciare chiavi sotto zerbini o vasi; conservare i valori in cassaforte, non in camera da letto; fotografare gioielli e ori: «Quando li recuperiamo – ha riferito Bagnolo – spesso non sappiamo a chi restituirli».
Il comandante della polizia locale Filippo Paoli ha infine ribadito l’importanza del controllo di vicinato: piccoli gruppi di residenti della stessa via o condominio che si scambiano informazioni e segnalano situazioni sospette. Tra le informazioni più utili da condividere: la presenza di persone o veicoli sospetti, la fuga dopo un furto e le interruzioni anomale della corrente elettrica, talvolta causate dagli stessi ladri.
Se entrano in casa
«Affrontare i ladri è l’ultima cosa da fare», ha raccomandato il vicequestore Raffaele Federici. «Nel nostro contesto operativo scappano al primo rumore e non hanno interesse alla colluttazione. Affrontarli espone a grandi rischi».
Il consiglio operativo è quindi di chiudersi in una stanza sicura e chiamare immediatamente il 112, evitando qualsiasi tipo di ingaggio.