Val di Fiemme

mercoledì 28 Gennaio, 2026

Gli spaghetti migliori d’Italia? Si fanno in Trentino: lo afferma un’indagine di Altroconsumo

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L'azienda di Predazzo al primo posto. L'amministratore delegato: «Il nostro segreto nella filiera»

Gli spaghetti che escono dallo stabilimento Felicetti della val di Fiemme sono i migliori in Italia dal punto di vista della qualità alimentare e del gusto. A certificarlo, a conclusione di uno studio comparativo su 40 diversi prodotti, è Altroconsumo, l’organizzazione di consumatori attiva dal 1973. Felicetti ha «piazzato» due prodotti nelle prime dieci posizioni, a conferma di quella ricerca della qualità che ha permesso al marchio trentino di conquistare un ruolo di primo piano nel mercato della pasta, uno degli alimenti più amati, non solo in Italia.

Al primo posto della graduatoria, con un punteggio di 82, gli Spaghettoni varietà grano Cappelli biologico, commercializzati con Alce Nero, società leader nel settore bio che ha tra i soci proprio l’azienda fiemmese (Riccardo Felicetti è vice presidente dell’azienda bolognese). Al decimo posto Felicetti Spaghetti 105 (73 punti), mentre completano il podio La Molisana e Grano Armando. Primo per qualità, ma anche per prezzo: gli spaghetti Alce Nero analizzati, infatti, risultano essere i più cari tra i 40 presi in esame, con 4,52 euro al chilogrammo.

Dallo studio di Altroconsumo si definisce un quadro complessivamente rassicurante, migliore rispetto ai test effettuati in passato: «Emerge – scrive Altroconsumo – un netto passo avanti sul fronte delle micotossine, uno degli aspetti più delicati per la sicurezza alimentare e in particolar modo per la nostra amata pasta». «Il dato più significativo – l’analisi dell’organizzazione dei consumatori – riguarda il Don, la micotossina più frequentemente riscontrata nei prodotti a base di grano. Confrontando i risultati di questo test con quelli dell’analisi sulle penne del 2025, la quantità media rilevata si è quasi dimezzata. Solo tre prodotti presentano valori che, pur rientrando ampiamente nei limiti di legge, sono stati penalizzati secondo i criteri più severi che noi adottiamo in questo test».

«Per quanto riguarda i pesticidi – si legge ancora nell’esito dello studio – nella maggior parte dei campioni non ne abbiamo rilevati. Il glifosato è stato individuato in un solo prodotto, in quantità molto basse e senza rischi per la salute». «A distinguersi nel test sono Alce Nero Spaghettoni, che conquista il primo posto grazie a risultati eccellenti nelle analisi di laboratorio e a un assaggio molto apprezzato», la conclusione di Altroconsumo.

Soddisfatto di questo ulteriore apprezzamento Riccardo Felicetti, amministratore delegato dell’omonima azienda: «Come sempre accade, eravamo stati informati dello studio, i prodotti analizzati vengono prelevati nei negozi», spiega l’ad. Che aggiunge: «Di Alce Nero siamo soci da 15 anni, produciamo tutta la pasta in una filiera dedicata». «Questo risultato non può che farci piacere ed è uno stimolo a migliorare alcune criticità, che non riguardano il prodotto ma l’etichetta e il packaging».

Curioso, infatti, che lo studio abbia penalizzato la confezione realizzata al 100% con la carta, una precisa scelta ambientale operata da Felicetti già da tempo: «Vorremmo capire quale tipo di visione hanno rispetto a questo punto». Lo stesso ad mette poi l’accento sui rilievi mossi, in generale, da Altroconsumo: «Tutti i prodotti analizzati rientrano, per quanto riguarda le analisi di laboratorio, nei limiti di legge. Per cui eventuali critiche non vanno mosse ai produttori, ma al legislatore che ha stabilito i parametri».

Il segreto di questo risultato? «Non lo si può attribuire ad un singolo passaggio ma – conclude – ad un’intera filiera che opera con costanza lungo una direzione».