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martedì 27 Gennaio, 2026

Pinze robotiche ispirate agli origami: il progetto Flexgrip dell’Università di Trento apre nuove frontiere industriali

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Grazie all’ERC PoC, la robotica può afferrare oggetti complessi con precisione, sicurezza e sostenibilità

Il mondo della robotica industriale si prepara a una rivoluzione grazie al progetto Flexgrip, guidato da Diego Misseroni, professore di Costruzioni e strutture aerospaziali all’Università di Trento. Il progetto ha appena ricevuto il prestigioso European Research Council Proof of Concept (ERC PoC), un finanziamento supplementare riservato a chi ha già ottenuto un grant ERC, con l’obiettivo di trasformare la ricerca di frontiera in applicazioni concrete e brevettabili.

Flexgrip nasce dai risultati del progetto in corso S-Foam (Self-Foldable Origami-Architected Metamaterials), finanziato con un ERC Consolidator Grant nel 2022. L’idea centrale è sfruttare la geometria origami per creare pinze robotiche scalabili e flessibili, capaci di afferrare oggetti di forme complesse, materiali diversi e dimensioni variabili, superando i limiti dei sistemi di presa tradizionali.

Il cuore tecnologico di Flexgrip è il gripper universale, montato all’estremità dei bracci meccanici. Grazie a un design ispirato agli origami, la pinza si adatta automaticamente agli oggetti, combinando materiali flessibili nelle pieghe e più rigidi nelle facce. Il risultato è una pinza ibrida, leggera ma resistente, che coniuga forza, delicatezza e versatilità senza richiedere sensori ingombranti o attuatori ad alto consumo energetico.

Le applicazioni industriali sono molteplici. Nella logistica, le pinze origami consentono il prelievo e lo smistamento di articoli fragili o deformabili, sfida comune nell’e-commerce e nei magazzini automatizzati. Nel settore automobilistico, Flexgrip può facilitare la manipolazione di componenti difficili da afferrare, come cavi, guarnizioni, schiume o tessuti, riducendo la dipendenza dal lavoro manuale e aumentando la sicurezza degli operatori.

Un gripper universale porta vantaggi concreti: riduzione dei costi, minor consumo di materiali e processi più rapidi, in linea con i principi della sostenibilità industriale e dell’Industria 5.0. «Un’automazione intelligente, sicura e collaborativa», spiega Misseroni, «che permette di combinare efficienza e sicurezza sul lavoro, riducendo il rischio di perdita di oggetti durante la movimentazione».

Il progetto ERC PoC è noto per la sua selezione competitiva: solo le proposte eccellenti dal punto di vista scientifico e con un forte interesse applicativo industriale vengono finanziate. In questo caso, due aziende hanno già mostrato interesse: una italiana specializzata in automazione industriale e una svedese attiva nel folding industriale di lamiere metalliche tramite robotica di precisione.

Il contatto con il mondo industriale è stato favorito dal supporto della Fondazione HIT – Hub Innovazione Trentino e dalla Divisione Valorizzazione e Impatto della Ricerca di UniTrento, che assistono i ricercatori nel trasferimento tecnologico, valorizzando i risultati della ricerca e promuovendo soluzioni concrete per il mercato.

Con Flexgrip, la ricerca universitaria si traduce in innovazione tangibile, dimostrando come l’ispirazione dagli origami possa rivoluzionare la robotica, migliorare la logistica, aumentare la sicurezza industriale e aprire la strada a sistemi di presa più efficienti, sostenibili e versatili.