Urbanistica
lunedì 26 Gennaio, 2026
Cinque aree già pronte per nuovi hotel a Rovereto: dal Follone all’ex Merloni, il Prg apre agli alberghi senza varianti
di Francesca Dalrì
Il nodo resta attrarre investitori privati e rendere Rovereto più competitiva nel medio-lungo periodo
Nel Piano regolatore generale (Prg) di Rovereto sono almeno cinque le macro aree a destinazione ricettiva già previste dallo strumento urbanistico e su cui chiunque potrebbe costruire un nuovo albergo, senza bisogno di alcuna variante. A precisarlo è il vicesindaco con delega all’urbanistica Andrea Miniucchi, dopo la discussione andata in scena martedì sera in aula proprio sulla necessità di dotare Rovereto di almeno un hotel in più. «Queste destinazioni alberghiere – spiega l’assessore – sono state inserite nel Prg ancora vent’anni fa, nel periodo in cui ci si aspettava che il Mart facesse da volano per il turismo in città. Negli anni, però, lo spirito è cambiato, tanto che oggi la spinta dei proprietari alberghieri sembra quasi in senso opposto, a cambiare destinazione d’uso per investire in altri settori, soprattutto vista la carenza di aree edificabili. Richieste specifiche, né in un senso né nell’altro, alla nostra amministrazione non sono comunque mai arrivate».
A sollevare per prima il tema alberghiero era stata l’Apt Rovereto Vallagarina e Monte Baldo. «Ho chiesto più volte alla sindaca di creare un piano che dia la possibilità di costruire un albergo in città», ha detto martedì sera in aula il presidente dell’Apt Giulio Prosser, supportato dai dati forniti dalla direttrice Carla Costa (il T del 22 gennaio): +52,8% di prenotazioni di B&b e +106% per gli alloggi vacanza in un solo anno. «Moltissime volte dobbiamo dirottare i turisti fuori dalla città perché i nostri alberghi sono full – ha spiegato –. La sindaca ha risposto che prima dobbiamo trovare chi ci mette i denari, però cominciamo a capire dove posizionarlo e come offrire il posto. Questo è un problema politico e lo lascio a voi, ma io vi dico: se domani mattina aprisse un albergo, avrebbe successo perché qui ne abbiamo estremamente bisogno».
Un appello subito cavalcato dal capogruppo di «Noi Rovereto» Giampiero Lui che, da un lato, ha ribadito come la decisione della Giunta Robol di trasformare il vecchio hotel Flora su via dell’Abetone in uno studentato sia «una perdita per la città» e, dall’altro lato, come il Prg preveda già la possibilità di costruire un nuovo albergo, in questo caso all’ex Follone, «area abbandonata dalla Giunta e lasciata tristemente a parcheggio di superficie pur avendo una valenza strategica vista la vicinanza al centro e alla statale».
Ebbene, l’aggiornamento rispetto a quanto già evidenziato in aula da Lui, è che il Follone non è l’unica area già a disposizione di futuri albergatori. Oltre al piazzale Achille Leoni, ci sono le mega superfici dell’ex Merloni sud (ora di proprietà di Trentino Sviluppo, che qui realizzerà il Polo delle scienze della vita, dotato di una foresteria) e dell’ex Merloni nord, il cui futuro è ancora incerto. A queste si aggiungono poi due aree già attive in campo ricettivo, pur con poche camere. La prima è quella del ristorante indiano Villa Cristina, comprensiva di tutta la superficie circostante oggi adibita a parcheggio, che figura come un albergo a una stella dotato di sette camere singole, sei doppie e una multipla. La seconda, sempre lungo la statale 12, è l’area dove un tempo sorgeva l’hotel Quercia e che oggi ospita Cà della Roggia, struttura con quattro camere singole e cinque doppie.
«Nel Prg le possibilità di realizzare nuovi alberghi sono già ampiamente rappresentate, non è questo il tema – ha assicurato in aula la sindaca –: il tema è rendere la città attrattiva, non tanto dal punto di vista turistico, ma degli investimenti privati». E ancora: «Sul tema sto lavorando in prima persona, incontrando soggetti per comprendere quali siano le ragioni per cui questa potenzialità di investimento che la città ha, nella pratica non muove i privati, che siano locali o, come credo sia più facile in questo momento storico, esterni alla città. Il tema in questo senso è mettere Rovereto su un raggio più ampio, probabilmente guardando fino a Verona e forse anche oltre».
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