Il progetto

venerdì 23 Gennaio, 2026

Levico si prepara a diventare città della Salute: le Terme acquisiscono Villa Regina e Salus per il primo Medical Hotel italiano

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Il progetto integra ospitalità alberghiera e servizi medici specialistici, tra poliambulatorio, fisioterapia, riabilitazione e nuovi ambulatori previsti entro primavera

Le Terme di Levico fanno un nuovo passo per creare a Levico una Città della Salute: la società che gestisce lo stabilimento termale di Levico e Vetriolo ha infatti finalizzato l’acquisto dello storico hotel Villa Regina e dell’albergo Salus, in modo da portare nella città lacustre uno dei pochi «Medical Hotel» presenti in Italia. Una struttura che aprirà i battenti nel corso di aprile al posto del Villa Regina, mentre a partire da giugno il Salus ospiterà alcuni appartamenti e camere sempre a servizio del futuro Medical Hotel.

La società, presieduta da Gianpiero Passamani e guidata dall’amministratore delegato Massimo Oss, affiancato dal socio e co-fondatore Mirko Pellegrini, ha dedicato il suo primo anno di attività da poco chiuso al rilancio delle Terme, garantendo l’apertura e posti di lavoro: un periodo in cui la società ha puntato a garantire nuovi posti di lavoro, introdurre nuove prestazioni mediche e terapeutiche e, intanto, studiando ogni potenzialità futura per lo stabilimento di cura.

Così, l’acquisto delle due strutture alberghiere inizia a concretizzare il progetto mirato a valorizzare le acque termali levicensi, mantenendo fede in tal modo agli impegni assunti nell’aprile 2025, quando la società presentò pubblicamente il progetto «Levico Città della Salute e del Benessere», inaugurando il suo primo anno di gestione dello stabilimento termale. L’obiettivo del progetto è quello di contribuire all’economia locale, sfruttando al meglio le acque termali: e in quest’ottica adesso è in arrivo anche la formula del medical hotel.

Si tratta in pratica di un modello di ospitalità termale che unisce salute e soggiorno alberghiero, integrando l’ospitalità con servizi medici e termali specialistici.

«Questo è un piccolo paletto che fissiamo verso la Città della Salute – spiega l’amministratore Massimo Oss -. Un progetto che inizia con questa prima struttura di sperimentazione. Non è un RSA, non è un ospedale e non è nemmeno un albergo tradizionale: naturalmente dal Villa Regina abbiamo lo stabilimento termale e con una serie di servizi legati alle cure termali. Ma a differenza di una struttura normale abbiamo anche un poliambulatorio medico e una serie di servizi che vanno dagli infermieri alla fisioterapia, che in una struttura normale non si trovano».

Delle peculiarità che andranno a servire anche il nuovo Medical Hotel.

«Verranno proposti dei pacchetti che sono stati studiati dal team della dottoressa Manica – spiega Oss -. Per esempio, si può pensare a un pacchetto di riabilitazione dopo l’intervento a un ginocchio, con fisioterapisti, fisiatra e ortopedico: un percorso di riabilitazione in un contesto non ospedaliero, ma alberghiero. Ma potrà esserci anche un soggiorno termale con proposte medicali che si aggiungono. Che io sappia, ci sono solo 3 o 4 hotel che hanno questo tipo di offerta, in tutta Italia».

A questo investimento si aggiungono una serie di altre spese che porteranno nei prossimi mesi a una serie di nuovi servizi: al prossimo febbraio apriranno alle Terme gli ambulatori di ginecologia, di medicina vascolare e di medicina generale, che rimarranno aperti per tutto l’anno e non solo nell’arco della prossima stagione termale. A primavera apriranno pure gli ambulatori di reumatologia, pneumologia e ozonoterapia. Infine, è allo studio l’avvio di un centro per la terapia del dolore.

Nel frattempo iniziano i lavori per approntare i due alberghi: il tre stelle Villa Regina (per molti anni di proprietà di Sandro Libardoni) sarà il Medical Hotel vero e proprio, con servizio medico e infermieristico a ogni ora del giorno. Il Salus, invece, affiancherà il Villa Regina con i suoi 8 mini appartamenti e 12 stanze.

Un investimento alberghiero che prelude all’acquisto di altre strutture e magari persino dello storico Grand Hotel? Quello che è certo è che non si sta pensando all’acquisizione.

«Al momento non lo abbiamo valutato, servono investimenti importanti – spiega Oss. E personalmente, come cittadino, sono contrario alla vendita di un bene della comunità come quello. Va fatta una valutazione dalla Provincia, che può trovare le risorse per riqualificarlo e trovare un gestore adeguato. Poi si vedrà quale sarà la tipologia di questa gestione».