Il caso
venerdì 16 Gennaio, 2026
Sanità, dopo i problemi a Cup e prelievi, il Pd attacca: «Tonina si dimetta». L’assessore replica: «Una decisione nelle prossime 48 ore»
di Redazione
Zanella e Manica chiedono un passo indietro all'assessore: «Mostra insofferenza da tempo contro Asuit, ma tiene troppo alla poltrona»
Il caos degli ultimi giorni, dopo i problemi informatici che hanno colpito Cup e il software di gestione del laboratorio portando al blocco per 48 ore dei prelievi in tutta la provincia, potrebbe portare a conseguenze importanti ai vertici della sanità trentina. Nella mattina di oggi, venerdì 16 gennaio, i consiglieri del Pd Paolo Zanella e Alessio Manica hanno attaccato duramente l’assessore alla sanità Mario Tonina, chiedendone le dimissioni.
«A questi episodi si aggiungono continui guasti alle apparecchiature radiologiche e un malcontento organizzativo che monta giorno dopo giorno nei reparti e nei servizi – si legge – Già vi è il grosso problema della carenza di personale, almeno la macchina organizzativa dovrebbe funzionare come un orologio per evitare che a un certo punto il personale esasperato nel continuare a compensare se ne vada. È da tempo che Tonina manifesta insofferenza per questa mala gestione dell’Azienda e che vorrebbe far saltare il vertice, come è anche emerso sulla stampa in occasione del riassetto del Consiglio di direzione dell’Asuit. Ma non può farlo per la contrarietà del presidente Fugatti, strenuo difensore del Direttore Generale, nonostante tutto».
Nel mirino dei due consiglieri, oltre all’operato di Tonina e del vertice dell’Asuit, il direttore Antonio Ferro, c’è anche la questione accoglienza ed emergenza senzatetto: «Fugatti al quale l’assessore Tonina rimanda anche quando interpellato sulle responsabilità sui migranti, sapendo però che lasciati in strada diventano una questione sociale che pesa sul suo assessorato – prosegue il comunicato – Di fronte a questo scontri di visioni, un assessore serio che ci tiene a che la sanità e il sociale funzionino e che ha ben presente che il governo dell’Asuit va cambiato, così come la gestione dei richiedenti asilo, visti i disastri in atto, metterebbe le proprie dimissioni sul tavolo di Fugatti. Questo è l’unico modo di assumersi la responsabilità politica delle questioni, almeno quella dell’Asuit: se sono convinto che il Direttore generale vada cambiato o mi permetti di farlo per governare la sanità come ritengo o caro il mio presidente arrangiati».
La nota si chiude quindi con una critica sempre all’indirizzo di Tonina, accusato di avere troppo cara la poltrona: «Non si parli di responsabilità nel restare lì a tenere il timone – scrivono Zanella e Manica – Un assessore delegittimato dal presidente nella propria visione sul vertice dell’Azienda che governa la sanità è un assessore che non può controllare la sanità. Chissà, forse Tonina lascerà non per lanciare un messaggio politico, ma abbandonerà la nave che affonda non appena passerà la prestigiosa scialuppa della Federazione della cooperazione».
Un appello forte a cui il diretto interessato, poche ore dopo, ha risposto senza escludere anche il caso più drastico: «Mi prendo 48 ore per pensarci – commenta l’assessore – Mi assumo le mie responsabilità per i disagi di questi giorni, che devono essere superati nell’interesse dei cittadini».