Sanità
giovedì 15 Gennaio, 2026
Prelievi bloccati, Spi Cgil attacca: «Basta un problema informatico e si paralizza tutto, lasciando anziani e caregiver soli»
di Redazione
La nota del sindacato: «Incomprensibile come non esista un piano B per le persone più fragili»
I prelievi negli ospedali del Trentino sono bloccati da oltre 24 ore, e dopo gli attacchi dei consiglieri provinciali arrivano anche quelli dei sindacati. Sulla vicenda infatti è intervenuta con un comunicato la Spi Cgil del Trentino: «Il blocco dei sistemi informatici che ha fermato i prelievi e rallentato le attività ospedaliere non è stato solo un problema tecnico – si legge – È stato, soprattutto, un colpo durissimo per gli anziani e per chi ogni giorno se ne prende cura».
«Non vorremmo che questo episodio fosse la punta di un iceberg – spiegano le rappresentanti Claudia Loro e Gianna Colle – In ogni caso non è comprensibile come non si sia attivato un piano B a tutela dell’utenza più fragile, malati, anziani”. Per questa motivazione, il sindacato lamenta anche dell’ «incomprensibile» decisione di annullare l’incontro fissato nei giorni scorsi con i distretti sanitari: «Basta il blocco di un software per paralizzare tutto – si legge ancora – Nessun piano di emergenza realmente efficace, nessuna corsia preferenziale per i pazienti fragili, nessuna comunicazione chiara e tempestiva. Accanto ai pazienti a pagare il disagio anche anche proprio i caregiver: figli, coniugi, familiari già stremati da un’assistenza quotidiana spesso invisibile e non riconosciuta. Persone che hanno preso permessi dal lavoro, organizzato trasporti, accompagnato genitori anziani nei punti prelievo, solo per trovarsi davanti a una “porta chiusa”, a un cartello stampato in fretta, a un “ripassi domani” che domani non è mai certo».
Ciò contro cui il sindacato punta il dito dunque è l’assenza di alternative in casi di emergenza: «Se basta un blackout informatico per interrompere cure essenziali, allora il problema non è il computer, è il modello», conclude la nota.