Sanità
giovedì 15 Gennaio, 2026
Mancano pediatri, nuovo bando dell’Apss: si cercano medici in otto comuni
di Davide Orsato
Le zone carenti sono raddoppiate rispetto all'ultimo concorso. Previsti 2000 euro per le aree poco popolate
Appena il tempo di raccogliere le firme dei dodici medici di medicina generale che nei prossimi mesi entreranno di in altrettanti ambulatori del Trentino che «tamponeranno» la carenza sul territorio che è già tempo per il concorso dei pediatri. L’obiettivo, come per i loro colleghi che seguono gli adulti, è quello di coprire le «aree» carenti. Se per i medici di medicina generale sono ben 54 (che diverranno 42 dopo le assegnazioni), per i pediatri sono ben di meno: otto. Tuttavia, anche in questo caso, emerge quella che è la difficoltà di trovare personale medico di ogni specialità. Nel precedente bando le zone carenti erano solo quattro. E solo una di queste, Mattarello, ha visto l’arrivo di un nuovo medico.
Ora dunque l’Asuit (fino allo scorso dicembre Apss) ci riprova. I comuni da coprire sono i seguenti: Malè, Terre d’Adige, Cavareno, Baselga di Pinè, Castello – Molina di Fiemme, Pinzolo, Riva del Garda e Volano. Tutti, tranne Riva, sono considerate «aree disagiate», un termine tecnico che si riferisce solo alla demografia. In questo caso sono comuni con meno di 6.000 abitanti oppure con densità inferiore ai cento abitanti per chilometro quadrato. Una soglia che rende più difficile per medici in libera professione trovare il tetto adeguato di pazienti per garantirsi uno stipendio che consenta di far fronte alle spese.
L’indennità prevista è di duemila euro sotto i 250 assistiti e di mille da 251 a 500 assistiti, ed è valida per i primi tre anni. In alcune di queste località, come Cavareno, in Val di Non, non risulta, attualmente, nessun pediatra disponibile. A Riva del Garda, invece, ce ne sono tre, tutti con disponibilità, ma in misura insufficiente per coprire la domanda proveniente anche dagli altri comuni dell’Alto Garda. Ai primi di febbraio si saprà quanti medici avranno accettato.
Intanto, la pratica dei medici di base non è ancora archiviata. Ci sarà un nuovo bando. E non tutti condividono l’ottimismo mostrato martedì dal direttore generale Antonio Ferro che ha parlato di «buon risultato». È il consigliere del Partito democratico, Paolo Zanella, a intervenire: «Ok la sindrome di Pollyanna, quella del bicchiere mezzo pieno, del dg di Asuit, ma qui siamo in piena emergenza: per coprire 54 incarichi di ruolo unico (zone carenti, continuità assistenziali, case della comunità…) si sono presentati in 19, ne vengono assegnati solo 12 (di cui 5 studenti con massimali di 1000 assistiti e non 1800), nel 2026 andranno in pensione 19 medici di famiglia e alla Scuola di Medicina generale quest’anno si sono iscritti in soli 25 su 40 posti: ma cosa ci sarebbe da essere così soddisfatti? È urgente ripensare l’organizzazione, sgravando i medici di medicina generale da tutte le incombenze non strettamente cliniche».
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