Sanità

mercoledì 14 Gennaio, 2026

Software in tilt e laboratorio analisi bloccati, il Pd denuncia: «Troppi casi in fila: il problema è strutturale»

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I consiglieri Parolari e Zanella: «Provincia e Asuit se ne assumano la responsabilità»

«Già da lunedì il software di gestione del laboratorio analisi di tutta l’Azienda dava segni di cedimento e da questa mattina il crash completo. Bloccati sia i prelievi negli ambulatori, che negli ospedali, dove si possono eseguire solo i prelievi urgenti, con gravi disagi per i pazienti e per il personale, che ancora una volta deve tamponare i disservizi generati da altri. Con centinaia di cittadini che si erano presentati per il prelievo rinviati a domicilio». Lo affermano Paolo Zanella e Francesca Parolari, consiglieri del Partito democratico, che ora annunciano un’interrogazione sul caso.

«Già la settimana scorsa – avvisano i consiglieri – avevamo segnalato con un’interrogazione l’impossibilità per le segreterie di reparto di aprire agende per il Cup di prenotare prestazioni di secondo livello a causa del nuovo sistema di gestione che provocava ancora sovrapposizioni di visite e quindi overbooking da una parte e impossibilità di vedere ambulatori aperti e quindi prenotabili, dall’altra, col risultato – segnalazione di oggi – che vi sono degli specialisti che stanno vedendo due pazienti al giorno, mentre le prime prenotazioni per quella specialità sono disponibile per ottobre. Un disastro. Prima di questo vi erano già stati grossi problemi con il nuovo software SAP per gli ordinativi della farmacia e dei presidi medicali nei reparti, con il nuovo SIO per la cartella clinica informatizzata introdotto per ora solo nei pronto soccorso, con gli aggiornamenti della piattaforma TreC, con il sistema di prenotazione prelievi del laboratorio che già un anno fa, con il passaggio al nuovo nomenclatore, non ha permesso per diverso tempo di prenotare le prestazioni

Per gli esponenti Pd si tratta di un «problema strutturale».

«Quanto sta accadendo – proseguono – non può essere archiviato per l’ennesima volta come semplice imprevisto isolato. Si tratta, piuttosto, dell’ennesima dimostrazione della vulnerabilità dei sistemi informatici dell’ASUIT che si inserisce in una serie allarmante di interruzioni e malfunzionamenti che hanno segnato tutto il 2025.  Il problema è reale, ha natura strutturale, ma continua a essere ignorato e liquidato – come fatto oggi – come  un disservizio di responsabilità della ditta produttrice del software.  Evidentemente, nonostante ingenti finanziamenti milionari con il PNRR per il rinnovo delle infrastrutture digitali per renderle affidabili e all’altezza delle esigenze di una sanità moderna, ciò che contava era solo poter annunciare trionfalmente di aver cambiato sistemi, senza però verificarne la funzionalità, l’usabilità, la sicurezza dei dati, l’interoperabilità, aspetti che avrebbero dovuto  rappresentare un progresso, e non un’involuzione che compromette le basi stesse dell’assistenza sanitaria. Stiamo parlando di sistemi che servono per prendere decisioni rapide e corrette, che devono garantire di funzionare sempre».

Per Zanella e Parolari, «non si può far ricadere la colpa di tutto ciò sulle ditte fornitrici dei software, ma sono i vertici aziendali e l’assessorato che devono assumersi la responsabilità di questa débacle dei sistemi informatici, che non è episodica, ma strutturale.  Di chi è, infatti, la responsabilità ultima del funzionamento organizzativo dell’Azienda, di cui i sistemi informatici nell’epoca della digitalizzazione costituiscono un processo chiave?! I bandi per i sistemi informatici di gestione dei vari settori, la supervisione della loro implementazione, la garanzia del loro buon funzionamento devono essere garantite da chi governa i processi aziendali. Il malcontento in ASUIT contro la dirigenza continua a montare anche su questo. L’assessore ne prenda atto».