Sicurezza
domenica 11 Gennaio, 2026
Trento, anche Povo verso il controllo di vicinato: rete in crescita. I gruppi attivi ora sono 20
di Serena Torboli
Alla scuola Nicheletti giovedì 15 si parlerà di vigilanza partecipata. Sono 178 i volontari da Spini all'Argentario
I controlli di vicinato sono efficaci e stanno crescendo su tutto il territorio comunale. Per capirne meglio il funzionamento e valutare nuove attivazioni anche sull’abitato di Povo, il Comune di Trento, insieme alla Circoscrizione di Povo e alla Polizia locale Trento–Monte Bondone, organizza un’assemblea pubblica dedicata alla sicurezza abitativa e alla collaborazione di prossimità.
L’appuntamento è per giovedì 15 gennaio alle 20, nella sala video della scuola Nichelatti di Povo, in piazzale Merler. Alla serata interverranno Alberto Francini, già questore di Trento, e Alberto Adami, comandante del Corpo di Polizia locale di Trento–Monte Bondone. Un’occasione di confronto diretto con le forze dell’ordine, pensata per chiarire dubbi, spiegare le regole e fornire indicazioni pratiche su come costituire e gestire correttamente un gruppo di controllo di vicinato.
L’obiettivo dell’incontro è approfondire il tema della sicurezza abitativa e illustrare uno strumento che in città ha già dimostrato di funzionare. A confermarlo sono i numeri emersi nel corso delle assemblee organizzate a fine 2024: quasi una ventina fra gruppi e comitati attivi, per un totale di circa 178 volontarie e volontari, con altre realtà attualmente in fase di avvio.
I gruppi di controllo di vicinato sono presenti in diversi quartieri: da Spini di Gardolo a Bolghera, da Gabbiolo a Villazzano, passando per San Giuseppe–Santa Chiara, Meano e Gazzadina, fino alle varie zone dell’Argentario. Attivi anche i comitati di Sardagna, Ravina e Romagnano.
I referenti delle realtà già operative parlano di un clima di collaborazione costante con le forze dell’ordine. «Sono tutti molto attivi —spiegano — Da circa un anno si vede un cambiamento concreto: la presenza dei gruppi si fa sentire sul territorio e dà anche fastidio a chi vuole delinquere: la nostra presenza rappresenta un deterrente per chi ha cattive intenzioni».
La serata di Povo punta quindi ad allargare ancora la rete e rafforzare un modello di sicurezza partecipata, basato sull’attenzione reciproca nella vita quotidiana, attraverso lo scambio di informazioni e beneficiando del contatto diretto con le istituzioni.
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