Ambiente
venerdì 9 Gennaio, 2026
Dopo Vaia, la biodiversità cambia (e incide sulla salute): 42 milioni di alberi abbattuti e nuove sfide sanitarie nelle Alpi
di Redazione
Mercoledì 14 gennaio il primo Talk biodiverso del 2026 mette al centro gli effetti della tempesta Vaia: dalle foreste frammentate alle zoonosi, passando per il ruolo delle zecche e il rischio sanitario legato ai cambiamenti climatici
Dalla distruzione possono nascere nuovi equilibri, ma anche nuove fragilità. È questo il filo conduttore del primo appuntamento del 2026 dei Talk biodiversi, la rassegna di incontri dedicata all’esplorazione della biodiversità in tutte le sue forme. L’incontro, in programma mercoledì 14 gennaio alle 20.45, affronta un tema di stringente attualità che intreccia ambiente, cambiamenti climatici e salute umana.
Il titolo della serata è eloquente: “Oltre la foresta abbattuta. Biodiversità e salute dopo la tempesta”. A guidare il pubblico in questo percorso saranno Giulia Ferrari, ricercatrice, e Valentina Tagliapietra, tecnologa dell’Unità di Ecologia Applicata della Fondazione Edmund Mach, con la moderazione della zoologa del MUSE Elisabetta Filosi.
Al centro del confronto c’è la tempesta Vaia, che nell’autunno del 2018 ha colpito le Alpi nord-orientali con una violenza senza precedenti. In poche ore, raffiche di vento eccezionali hanno abbattuto oltre 42 milioni di alberi, trasformando radicalmente il paesaggio su una superficie di circa 41.000 ettari. Un evento meteorologico estremo che ha lasciato dietro di sé foreste spezzate, ampie radure e un mosaico di habitat profondamente diversi rispetto al passato.
Ma quali conseguenze hanno avuto questi cambiamenti sugli equilibri ecologici? E quali ricadute possono avere sulla salute di animali e persone? A partire da uno studio condotto nel Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, l’incontro offrirà uno sguardo aggiornato su come le aree colpite da Vaia abbiano modificato le comunità animali, influenzando anche la presenza delle zecche e delle zoonosi a esse collegate, ovvero le malattie infettive che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo.
Si tratta di aspetti spesso poco visibili, ma cruciali per comprendere le connessioni profonde tra biodiversità, ecosistemi e rischio sanitario. La ricerca analizza infatti non solo gli effetti sulla fauna selvatica, ma anche le potenziali conseguenze per animali domestici e popolazione umana, in un contesto in cui il cambiamento climatico rende sempre più frequenti eventi estremi.
Dal 2022, Ferrari e Tagliapietra sono inoltre impegnate nel progetto europeo BEPREP, che punta a prevenire future pandemie attraverso lo studio delle migliori pratiche di recupero della biodiversità e l’integrazione tra monitoraggio faunistico e sorveglianza sanitaria. Un approccio innovativo che permette di valutare il ruolo di alcune specie come ospiti o vettori di patogeni e di comprendere come le trasformazioni ambientali possano incidere sulla pressione infettiva nei territori interessati.
Durante la serata si parlerà di monitoraggio delle specie vertebrate e invertebrate, del ruolo ecologico delle zecche, degli effetti degli eventi climatici estremi e delle opportunità offerte dai processi di rimboschimento naturale in atto dopo Vaia. Un’occasione per riflettere su come un evento traumatico possa diventare anche un punto di partenza per nuove dinamiche ecologiche e per una maggiore consapevolezza del legame, sempre più stretto, tra biodiversità e salute.
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