Il caso

giovedì 8 Gennaio, 2026

Madonna di Campiglio, candele bloccate nel Lab Aprè ski dopo le polemiche. I titolari: «Locale in regola e sicuro»

di

Andrea e Luca Busignani si difendono dopo la bufera social: «È stato fatto un paragone non proponibile con quanto accaduto a Crans-Montana»

«Abbiamo bloccato l’uso degli scintillini all’interno del tendone per rispetto nei confronti delle vittime della tragedia di Crans-Montana. Ma il nostro locale è assolutamente in regola e sicuro. Non si può fare nessun parallelo con quanto accaduto in Svizzera». Andrea e Luca Busignani, titolari del Lab Aprè ski di Madonna di Campiglio, si difendono e spiegano che qualsiasi accostamento con quanto accaduto al Le Costellation è improprio per molti motivi, ma aggiungono che l’uso delle ormai tristemente famose fontane luminose che zampillano fiammelle è stato bloccato, anche se solo sotto il tendone in cui viene messa la musica. All’aperto, dove spesso si radunano centinaia di persone, le fiammelle possono essere usate anche perché non c’è alcun pericolo, come spiega Andrea, che è anche assessore a grandi eventi, politiche giovanili e polizia locale del Comune di Pinzolo:

«È stato fatto un paragone non proponibile con quanto accaduto a Crans-Montana. Noi capiamo molto bene il dolore per quell’immane tragedia. Quello che è accaduto fa riflettere e pensare. Noi abbiamo un grande rispetto per vittime, le loro famiglie e per tutti quelli che sono stati toccati da quanto accaduto. ma abbiamo anche un dovere di accoglienza nei confronti di chi ha scelto il Trentino, Campiglio e il nostro locale. Gli scintillini ci vengono richiesti dalla clientela. Noi per rispetto li abbiamo bloccati al chiuso. All’aperto dove abbiamo anche mille persone ci sono ancora perché dobbiamo continuare a offrire ospitalità e divertimento alla nostra clientela. Questo è il nostro lavoro e il nostro dovere. Certo, quello che è accaduto ci fa riflettere molto. Ma non è possibile nessun parallelo perché il nostro locale è del tutto in regola. E poi usiamo le fontane luminose solo se ce lo chiedono i clienti. È uno show che facciamo solo su richiesta e fa parte di un’offerta di ospitalità. Se si vuol fare turismo in montagna si devono offrire anche questa cose, ovviamente nella massima sicurezza».

Luca Busignani, che si occupa direttamente dell’après ski, insiste su questo concetto:

«Il nostro tendone è fatto di materiale ignifugo, abbiamo tutte le uscite di emergenza previste, ampie e con le misure richieste dalle normative. L’impianto antincendio è perfettamente funzionante e il nostro personale è preparato e professionale. E come se non bastasse ci fanno un controllo ogni tre settimane quasi. Qui da noi in Trentino c’è molta attenzione alla sicurezza. Per questo paragonare quello che è accaduto a Crans-Montana con la nostra situazione è impensabile e improprio. Poi, per rispetto, questa mattina abbiamo deciso di non usare gli scintillini all’interno del tendone come hanno fatto anche altri locali, che pure è fatto di materiale che non prende fuoco ed è molto alto. Quest’attività, che facciamo su richiesta, non comporta pericoli per nessuno».

Le fiamme accese sotto il tendone, comunque, hanno urtato la sensibilità di molti che ci hanno visto una sorta di show must go on, lo spettacolo deve continuare come direbbero negli Usa. In molti in Val Rendena hanno giudicato poco opportuno e poco rispettoso uno spettacolo del genere a pochi giorni dalla tragedia del Le Costellation. I gestori spiegano che si tratta di uno show richiesto dalla clientela, ma forse ci sarebbe da domandarsi se certe richieste sono legittime oppure si pongono fuori dai confini del rispetto e del buon senso. In molti, anche tra gli operatori economici e turistici della Val Rendena, hanno fatto notare con post pubblicati sui social che non tutto può essere sacrificato sull’altare del business e dell’ospitalità. I turisti forse non vanno sempre accontentati a ogni costo, soprattutto quando di mezzo c’è la sicurezza delle persone e anche il rispetto per chi ha vissuto un dolore indicibile.