L'intervista
martedì 2 Dicembre, 2025
Balasso porta a teatro l’era digitale e i lavoratori invisibili: «La mia Giovanna Darko nasce dai nuovi padroni del web»
di Ilaria Bionda
Lo spettatore ritrova i personaggi di Brecht, ma inseriti in un contesto più moderno. «Penso a chi non entra in una fabbrica o in un macello, ma lavora da casa o in uffici sconosciuti»
L’irriverenza di Natalino Balasso approda al teatro Sociale di Trento con un «apocrifo brechtiano», come si autodefinisce lo spettacolo nel suo sottotitolo. «Giovanna dei disoccupati» ha infatti molto di «Santa Giovanna dei macelli», opera teatrale scritta dal celebre drammaturgo tedesco Bertolt Brecht nel 1930, a partire dai suoi personaggi: ritroviamo le vicende di Mauler e dei suoi sottoposti, di Cridle, di Slift, della terribile Graham, di Puntila e del suo servo Matti, come di Giovanna Dark che si trasforma per l’occasione in Giovanna Darko, mantenendo il legame con l’originale Giovanna d’Arco. Nella drammaturgia originale del comico veneto il contesto è però grottescamente moderno, dai macelli d...
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