L'intervista

domenica 30 Novembre, 2025

Gerosa vince il congresso di Fdi: «Messaggio a Fugatti? Continuiamo a lavorare in coalizione, ma contiamo sempre di più»

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La presidente: «Ha vinto la comunità del Trentino, ora inizia il percorso verso le elezioni»

Tira un sospiro di sollievo e si gode la vittoria Francesca Gerosa. Subito dopo la proclamazione come presidente del partito provinciale abbraccia il marito, Alex Voyat, consigliere comunale di Trento. E poi stringe i suoi sostenitori. Una vittoria che dà maggiore forza a Fratelli d’Italia nei rapporti con gli alleati, soprattutto in vista delle elezioni provinciali del 2028. Questo, Gerosa, non lo nasconde.
Come commenta, a caldo, questa vittoria?
«Il risultato è il frutto di un percorso di comunità. Anni di lavoro sul territorio, di militanza, impegno e passione. Alla mia comunità un sincero ringraziamento per la fiducia, la sento come una grande responsabilità e la onorerò con l’impegno quotidiano».
Dal congresso è emersa la necessità di migliorare la selezione dei candidati.
«Sicuramente quello che abbiamo visto dopo le elezioni del 2023 ci deve essere da monito. Dobbiamo scegliere meglio la classe dirigente da inserire all’interno delle liste, ma faremo attenzione di certo: gli errori ci fanno ricordare come non compiere più gli stessi sbagli. Da oggi cominciamo a costruire il percorso che ci porterà alle elezioni politiche del 2027 e alle elezioni provinciali del 2028».
A proposito di elezioni provinciali lei, ora, ha un ruolo politico, non solo di governo, come cambiano le cose?
«Questo ruolo politico mi dà ancora di più la forza di essere nei territori per i territori. Collegando però questo ruolo con quello istituzionale, dando quindi quel valore aggiunto che fa sì che si possano dare quelle risposte concrete alle istanze che nascono all’interno della base».
Nel congresso è stato citato il nome di Fugatti, vuole dire qualcosa al presidente adesso che lei guida un partito?
«Al presidente dico che noi continueremo a lavorare all’interno della coalizione, come abbiamo sempre fatto. Dico anche che FdI conta, vale e continua a crescere, e di fatto tutti se ne stanno rendendo conto. Le nostre istanze vengono dai nostri territori, sono le persone che vivono e lavorano nei territori che ci chiedono di portare in Provincia le loro richieste e meritano attenzione anche quando a portarle in aula è FdI. Su questo noi non arretriamo, con Daniele Biada non abdicheremo mai alla rappresentatività che ci è stata data dal voto degli elettori».
Questa ulteriore legittimazione dà un maggiore peso al suo ruolo all’interno della coalizione in vista delle Provinciali?
«Credo che la legittimazione la dà il voto dei trentini. Certo il voto all’interno del partito mi fa capire che la strada che stiamo seguendo all’interno delle istituzioni sia la strada giusta. Se ne sono accorti anche all’interno del partito. Quindi tutto quel dichiarare contro, chi ci accusava di mancanza di onestà, di rappresentatività e di competenza, cioè il mio avversario, ha avuto la
dimostrazione che di fatto stavamo lavorando bene. Ormai le scadenze sono alle porte, noi ci siamo».
Il segnale arrivato da parte dei 145 voti di Zanetti è comunque da accogliere? C’è bisogno di maggiore condivisione nel partito?
«La base sarà ampiamente coinvolta in una rete tra territori e amministrazioni. Questa deve essere la forza del nostro movimento ed è già la nostra forza. Tutto si può sempre migliorare, però quando si chiede coinvolgimento bisogna anche essere i primi a darlo, perché parlare di mancanza di coinvolgimento quando poi chi lo dice di fatto non si coinvolge, si disinteressa delle attività del partito, stona un po’».
C’era anche la deputata Alessia Ambrosi, che ha fatto un passo indietro.
«Alessia Ambrosi ha fatto un passo di lato per consentire la candidatura a Zanetti. La presa d’atto è questa: ha vinto la comunità di FdI del Trentino, ha vinto tutta la comunità che ha voluto costruire insieme a me il futuro del nostro movimento».
Questo congresso può sancire in qualche modo una designazione anticipata della candidatura alla presidenza della Provincia?
«Assolutamente no, abbiamo ancora tre anni davanti, si faranno i ragionamenti a tempo debito. Adesso noi dobbiamo lavorare per rendere sempre più forte la nostra coalizione perché sono sicura che avremo ancora tanti anni davanti per governare il nostro Trentino».
Biada è stato netto: in Provincia ora siamo solo in due, quindi la maggioranza c’è, ma in Regione il discorso è diverso. Volete fare battaglia?
«Noi non vogliamo fare battaglia, vogliamo che ci sia il rispetto delle posizioni di tutti coloro che rappresentiamo e portiamo con noi all’interno delle Istituzioni. Non è che perché siamo in due in Provincia i nostri voti non contano. Il peso che abbiamo in Regione deve essere un monito per pensare che FdI deve essere ascoltato. La fatica è una fatica che ci sta nelle coalizioni. Io ho sempre detto che non ci saremmo appiattiti perché non c’era un unico partito, ma ogni forza politica ha le proprie idee, obiettivi e valori. Siamo un’ottima coalizione e troveremo il
modo per andare avanti a lungo».