le reazioni
sabato 29 Novembre, 2025
Cantieri e disagi: viaggio nella stazione di Trento. L’affondo dei sindacati: «Quadro gestito al ribasso». E i lavori finiranno dopo i Giochi
di Patrizia Rapposelli
Siap: «Accessi bloccati e personale insufficiente, sicurezza a rischio». Un turista: «Caos, ma indicazioni chiare e organizzazione funzionante»
«Manca la sala d’attesa e un ambiente confortevole. Il disagio c’è, ma la stazione andava rinnovata». È il pensiero che accomuna pendolari e turisti, mentre i lavori alla stazione dei treni di Trento, che non finiranno in tempo per le Olimpiadi, ridisegnano ogni giorno percorsi e abitudini. Ma accanto a questa visione di fiducia si apre anche un fronte più duro: quello del Sindacato italiano appartenenti polizia (Siap) che denuncia una sicurezza lasciata a metà, accessi bloccati e promesse rimaste sulla carta proprio nel momento di massima affluenza tra i Mercatini di Natale e i Giochi che si avvicinano. «Con personale insufficiente e cantieri ovunque— dichiara Massimiliano Corradini, segretario regionale Siap Trentino Alto Adige— la stazione rischia di diventare l’anello debole della sicurezza provinciale ».
Cantieri e turisti
Tra i binari provvisori, i passaggi stretti e il prefabbricato temporaneo in piazza Dante che ospita biglietteria, bar e tabaccheria, chi arriva a Trento trova una stazione «funzionante, ma non accogliente». «Non sapevamo dei lavori, siamo rimaste sorprese, ma le indicazioni sono state chiare— racconta Pamela Sanderra arrivata con la figlia da Roma — C’è tanta trascuratezza nello stabile provvisorio, dovrebbe esserci più pulizia e una sala d’attesa accogliente. Poca attenzione verso i viaggiatori». La coppia Di Girolamo del Lazio, in attesa di prendere il treno per Bressanone, punta l’attenzione su un altro aspetto: «Per noi turisti trovarsi davanti un cantiere del genere è spiazzante — raccontano — All’inizio non capisci bene dove andare, c’è caos. Ma poi ti accorgi che l’organizzazione funziona: i percorsi sono segnati, le informazioni non mancano e alla fine ci si muove senza problemi».
I pendolari, però, la pensano diversamente. «Faccio i biglietti online, così risparmio tempo — spiega Ilaria Cipriani, studentessa universitaria — Ma quando devo andare alla biglietteria la situazione si complica: gli spazi sono stretti, troppa gente e a certe ore non è piacevole. Per chi studia e deve correre tra una lezione e un treno, muoversi è stressante. Comunque portiamo pazienza, la stazione andava rinnovata».
«Di sera la stazione fa paura»
Sul fronte sicurezza la percezione resta sfumata. «Mi sono sentito al sicuro — spiega Giovanni Rinaldi, un frate in visita arrivato da Bologna — La polizia è presente e questo fa sentire più tranquilli. Nonostante gli spazi ridotti e poco accoglienti, sapere che c’è un presidio costante aiuta davvero a muoversi con più serenità». Ma non tutti condividono questa tranquillità. «La polizia c’è, ma non abbastanza da farti sentire davvero al sicuro la sera — rivela Elisa Kollcaku, lei è di Udine e studia a Trento — Cerco di evitare di prendere il treno alla sera quando torno a casa: mi capita di essere fermata, di ricevere apprezzamenti spiacevoli. Non è una bella sensazione e i cantiere alimentano questo senso di insicurezza».
L’affondo dei sindacati
Alla voce di chi vive la stazione da visitatore o pendolare, si sovrappone quella del Siap che denuncia una «situazione ferma al palo». Per il segretario regionale, Massimiliano Corradini, «a mercatini iniziati non è cambiato nulla». Con oltre 700mila presenze registrate nella scorsa edizione, il sindacato parla di un «quadro gestito al ribasso». I lavori bloccano l’accesso agli uffici della Polfer e creano interferenze per il personale, «per un cittadino che deve fare denuncia, l’impresa è proibitiva. È una presa in giro e un pericoloso disservizio». Il sindacato punta il dito contro il compartimento Polfer di Verona, accusato di «silenzi assordanti, rassicurazioni vuote e gestione distante dal territorio». La risposta arriva dal questore che ha inviato agenti aggregati per rafforzare il presidio: un intervento «utile ma insufficiente». Dunque, Siap chiede soluzioni: sblocco degli accessi, piano di contingenza, potenziamento strutturale della Polfer. «Ora servono i fatti — conclude Corradini — Serve un potenziamento definitivo e non solo misure tampone».
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