Il provvedimento
sabato 1 Novembre, 2025
Scuola, nella riforma sulle carenze formative spunta la «capacità relazionale» (diversa dalla condotta). Se è insufficiente scatta il recupero
di Donatello Baldo
La Giunta provinciale approva la proposta Gerosa: alla fine del quarto anno scatta lo sbarramento per chi non recupera le lacune. Previsto un percorso personalizzato di sostegno e monitoraggio
Approvata ieri dalla Giunta provinciale, in pre-adozione, la delibera proposta dell’assessora Francesca Gerosa sul tema delle carenze formative. L’interessata rimanda a una «probabile conferenza stampa» che sarà convocata nei prossimi giorni. Ma alcuni dettagli del provvedimento erano già stati annunciati, ed altri trapelano.
La novità sarà questa: non si potrà più accedere al quinto anno – l’anno della maturità – con le carenze formative (o debiti) in pagella. Alla fine del quarto anno ci sarà quindi uno sbarramento, una verifica sull’effettivo recupero delle lacune da parte dello studente, determinante per l’ammissione o non ammissione all’anno successivo.
Con il sistema attuale il consiglio di classe può ammettere alla classe successiva lo studente con carenze dopo aver valutato il numero, la tipologia e la gravità delle stesse e se ritiene possibile il loro recupero con lo studio individuale e la frequenza di un corso a inizio anno scolastico. Uno studente, quindi, può essere promosso con le carenze e poi, al termine di un corso, deve sostenere un esame a inizio settembre, ma non dirimente. Se non supera questa verifica, lo studente è tenuto a partecipare alle attività di sostegno e recupero delle proprie carenze.
Si apprende poi che nella proposta ci sarà un sistema che comporterà maggiori responsabilità per i ragazzi e un coinvolgimento nel recupero da parte delle scuole. Sarà posta attenzione alla «capacità relazionale», che è ampiamente differente dal voto in condotta nazionale. E dunque verrà considerata come le altre materie: se sarà sotto la sufficienza dovrà essere recuperata come le altre carenze, e se insufficiente al momento dell’ammissione all’esame di maturità, lo studente non sarà ammesso.
L’idea è quella di creare un sistema di recupero che “abbia un’attenzione particolare alla personalizzazione del percorso”, aveva detto l’assessora Gerosa su il T del 17 agosto. Una terza via rispetto al sistema nazionale e a quello fin qui adottato dalla Provincia di Trento. Un sistema che prevederà, quindi, anche un maggiore monitoraggio.
La riforma è il frutto anche di un corposo documento elaborato dal gruppo di lavoro sulle carenze formative, istituito a maggio 2024 dalla Giunta provinciale. Ed ora ha passato il primo via libera dalla Giunta, che ha pre-adottato il testo nella seduta di ieri.
Nelle prossime sedute, la Giunta lo trasformerà in un disegno di legge che, dopo l’approvazione da parte del Ministero dell’Istruzione, dovrà essere deliberato. E poi ottenere il via libera da parte del Consiglio provinciale.
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