L'intervista

giovedì 17 Aprile, 2025

Flora e Miro Tabanelli, i due fratelli «volanti» del freesyle che ora sognano il podio olimpico

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Emiliani di nascita, fassani d'adozione, a 17 e a 20 anni sono delle promesse a livello nazionale

Non sono certo i primi fratelli di successo negli sport invernali, ma nel panorama ancora giovane e spettacolare del freestyle, Miro e Flora Tabanelli sono una novità assoluta. Flora, classe 2007, ha appena chiuso una stagione semplicemente perfetta: oro ai Mondiali di Engadina nel Big Air, vittoria nella Coppa del Mondo generale park & pipe e il globo di cristallo di specialità nel Big Air. A soli 17 anni, è già la freestyler italiana più vincente di sempre. Miro, nato nel 2004, è stato il primo azzurro a salire sul podio in una gara di Big Air di Coppa del Mondo e a marzo 2025 ha coronato una rincorsa iniziata da lontano con la sua prima vittoria in Coppa del Mondo a Tignes, nella stessa gara in cui anche Flora ha trionfato. Entrambi freschi vincitori dei campionati italiani assoluti sia nella specialità del Big Air che in quella dello slopestyle, si allenano fianco a fianco, si sfidano, si sostengono, condividono successi e cadute. La popolarità dei fratelli nati entrambi sull’appennino ma cresciuti sulle nevi della Val di Fassa, sta crescendo sempre più, le pressioni iniziano a farsi sentire, ma i Tabanelli restano fedeli a loro stessi: umili, concreti e con gli occhi già puntati verso un orizzonte che si chiama Milano Cortina 2026. Lì, sulla neve di casa (le gare di freestyle saranno ospitate da Livigno), proveranno a volare ancora più in alto, insieme.

 

Che voto date alla stagione appena conclusa?
Flora:«Un bel dieci. L’obiettivo era dare il massimo in ogni gara e ci sono riuscita. Non mi sarei mai aspettata di vincere anche la classifica generale. È stata una bellissima sorpresa».
Miro: «Questa stagione è stata migliore della scorsa, mi sono tolto delle belle soddisfazioni, come la vittoria agli X Games e la mia prima vittoria in Coppa del Mondo. Ho avuto qualche difficoltà nello Slopestyle e per questo alla mia stagione do un bell’otto che lascia spazio a miglioramenti».

 

Perché lo sci freestyle?
Miro: «Fin da piccoli siamo sempre stati entrambi attratti dagli sport spericolati. Vivevamo in alta quota nell’Appennino e facevamo molte attività. Personalmente amavo il parkour ma ho praticato ginnastica artistica e pattinaggio artistico. La scintilla dello sci freestyle è scattata però alla Fiera dello Skipass di Modena dove ho visto per la prima volta esibizioni ed acrobazie sugli sci».
Flora: «Io ho seguito Miro che mi portava con lui. Mi sono poi appassionata anche io. Dove vivevamo non c’erano molte opportunità per praticare sci freestyle, per questo abbiamo deciso di seguire Irene, nostra sorella maggiore che nel frattempo si era trasferita allo Ski College di Pozza di Fassa. Grazie al nostro primo allenatore, Simone Canal, poi, è iniziata la nostra carriera».

 

Vi sentite ormai un po’ trentini?
Miro: «Siamo emiliani di origine, ma ce ne siamo andati molto presto. Il Trentino ci ha dato tanto, ci ha fatto crescere come persone e come atleti. Vivere in montagna è bellissimo e le Dolomiti sono spettacolari. Solo guardare fuori dalla finestra ci rende felici. Inoltre, per lo sci, le condizioni qui sono nettamente migliori rispetto all’Appennino, soprattutto a fine stagione».
Flora: «Attualmente viviamo a Moena, in Val di Fassa. Lo Ski College è stato fondamentale per noi perché ci ha permesso di conciliare studio e sport, grazie alla possibilità di giustificare le assenze per le gare e gli allenamenti».

 

Qual è la sfida più grande nel bilanciare vita privata e sport?
Miro: «Vivere da soli, lontani dai genitori, anche se ci vengono a trovare spesso. Penso sia questa forse la sfida più grande, anche se ci piace. L’ultimo periodo è stato intenso soprattutto per Flora, tra impegni e appuntamenti. Abbiamo sempre condiviso tutto e così continuiamo a fare, anche sostenendoci nei momenti più impegnativi».
Flora: «È importante imparare a gestire tutti gli impegni e gli appuntamenti, oltre alle gare. Siamo nella stessa squadra, allenati da Valentino Mori e quindi ci spostiamo sempre insieme. Anche d’estate, se siamo a casa, ci alleniamo e trainiamo a vicenda. A volte discutiamo, ma sempre per chiarirci subito».

 

Chi dei due è più competitivo?
Miro: «Tutti e due allo stesso modo, ma non tra di noi, non siamo invidiosi l’uno dell’altro».
Flora: «Entrambi! Spesso ci sfidiamo anche tra di noi ma onestamente vince quasi sempre Miro».

 

Avete una sana invidia di una caratteristica dell’altro?
Miro: «Io invidio il rendimento scolastico di Flora. Frequenta la classe quarta del liceo artistico a Pozza di Fassa ed è molto brava, non so come riesca a conciliare così bene lo studio e lo sport».
Flora: «Più che invidia la mia è ammirazione, in generale. Anche Miro studia, frequenta online l’università di Scienze Motorie».

 

Hobby oltre lo sci?
Miro: «Amo la natura e tutti gli sport all’aperto. D’estate faccio molte ferrate e camminate. Suoniamo entrambi anche il pianoforte».
Flora: «A me piace molto disegnare, ascoltare musica e naturalmente suonare il pianoforte con Miro».

Il momento più bello della vostra carriera?
Flora: «Ce ne sono stati tanti, ma direi gli X Games di questo gennaio: un’esperienza incredibile. Come scordarsi poi la prima volta insieme sul podio, a Pechino, nel 2024 in una giornata perfetta. Le condizioni erano ideali e siamo riusciti entrambi a dare il meglio di noi».
Miro: «La vittoria in Coppa del Mondo ottenuta qualche settimana fa in Francia. C’erano amici da Bologna, nostro padre, nostro zio e la nostra sorella maggiore. Condividere quel momento con loro è stato davvero speciale. Il podio di Pechino poi è stata una sensazione che non dimenticheremo mai».

 

Avete dei rituali prima delle gare?
Flora: «La sera prima visualizzo mentalmente quello che dovrò fare. Prima di partire invece controllo bene tutta l’attrezzatura e cerco di concentrarmi il più possibile».
Miro: «Anche per me la visualizzazione è fondamentale. Non ho riti scaramantici, ma ultimamente ho notato che mi tocco sempre la chiusura del casco prima di partire. In generale, comunque, ci scambiamo sempre consigli tecnici. Io ho un po’ più di esperienza e quando salto per primo cerco di dare indicazioni a Flora».

 

Obiettivi per le prossime Olimpiadi di Milano Cortina 2026?
Miro: «Le Olimpiadi sono il sogno di una vita. Sto cercando ormai da anni di lavorare per arrivare all’appuntamento olimpico nelle migliori condizioni possibili».
Flora: «Gareggeremo a Livigno e la medaglia olimpica, in casa, è il sogno di entrambi»