antiquariato
mercoledì 2 Aprile, 2025
Stemma araldico rubato in Puglia e ritrovato a Trento: ora è conservato al museo diocesano di Bisceglie
di Redazione
Il pezzo unico in marmo bianco risalente al XVIII secolo è stato trovato tra gli oggetti conservati da un antiquario trentino che lo aveva regolarmente acquistato ad un'asta a Firenze
Uno stemma araldico rubato mezzo secolo fa in Puglia è stato ritrovato a Trento, tra gli oggetti conservati da un antiquario. Si tratta di una testimonianza storica ritrovata grazie alle indagini dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bari che l’hanno rintracciata su una piattaforma di vendita on line e che sono riusciti a ricostruire come dalla Puglia, sia passata dalla Toscana per poi finire in provincia di Trento.
Così, un antico stemma araldico in marmo bianco risalente al XVIII secolo è tornato a casa dopo lunghe indagini coordinate dalla Procura di Trani.
Sul web, i militari si sono imbattuti in un annuncio relativo alla vendita di uno «stemma in marmo bianco di Toscana con insegna nobiliare, attribuito a una importante famiglia fiorentina del Settecento, a causa della presenza di gigli», riferiscono gli investigatori spiegando che a portare lo stemma nel Fiorentino sarebbe stato un farmacista che così, ne avrebbe dissimulato l’origine pugliese.
I carabinieri hanno anche documentato «la presenza in una casa di una famiglia fiorentina dello stemma dalla fine degli anni Settanta». Sulla piattaforma di e – commerce era stata pubblicata l’immagine assieme all’annuncio di vendita che «era sovrapponibile a quella riprodotta su una fotografia fornita da un noto ricercatore biscegliese esperto in materia che aveva pubblicato, la notizia del furto».
Attraverso l’analisi di quanto archiviato nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dall’Arma è stato possibile accertare che «lo stemma marmoreo in vendita on-line proveniva effettivamente dall’antico palazzo di via Perotti di Bisceglie – precisano gli investigatori – ed era in possesso di un antiquario della provincia di Trento». L’uomo non risponde di alcun reato in quanto avrebbe lecitamente acquistato dalla casa di asta fiorentina lo stemma. E anche a carico della casa d’asta non è ravvisabile alcun reato in quanto prescritto. «L’Autorità giudiziaria di Trani ha disposto la confisca e l’assegnazione del bene storico-artistico alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Bat e Foggia, che ha autorizzato la consegna al museo diocesano di Bisceglie», concludono i carabinieri.
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