il caso
venerdì 17 Maggio, 2024
Anzola, la vigilessa Sofia Stefani uccisa dall’ex comandante Gualandi: compare l’ipotesi di una relazione
di Redazione
L'uomo è stato fermato per omicidio volontario. La sua prima dichiarazione: «Il colpo è partito accidentalmente mentre pulivo l'arma»
«Il colpo è partito accidentalmente durante le operazioni di pulizia dell’arma di ordinanza», questa la dichiarazione iniziale di Giampiero Gualandi che poi, nell’interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una circostanza che agli inquirenti è apparsa poco verosimile.
Il vigile, di poco più di 60 anni, nella notte è stato fermato in seguito all’uccisione, avvenuta nel pomeriggio di ieri, di una collega di 33 anni ad Anzola dell’Emilia, in provincia di Bologna, nella sede della polizia municipale dello stesso paese. L’uomo le avrebbe sparato con la pistola di ordinanza.
La vittima, Sofia Stefani, era in forza al presidio di Sala Bolognese. Gualandi, invece, era rientrato in servizio ad Anzola e in passato aveva ricoperto l’incarico di comandante della polizia locale dell’Unione Intercomunale Terre d’acqua.
Ignote ancora le cause che hanno portato l’uomo a sparare alla collega. Pare che i due avessero una relazione e che uno dei due (entrambi sposati) volesse porre fine alla storia d’amore. Al momento è un’informazione che deve essere verificata.
Secondo le prime ricostruzioni, dalla pistola d’ordinanza di Gualandi sarebbe partito un solo colpo, che ha colpito al volto la donna, senza lasciarle scampo mentre era all’interno della sede della municipale.
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