Indagini
martedì 7 Maggio, 2024
John Sebastiani Floriani, morto dopo il volo dal Calisio: ecco i primi indagati
di Benedetta Centin
Oggi l’autopsia sul giovane operaio rocciatore di Pergine deceduto a dieci giorni dalla caduta dal monte
Un’inchiesta per fare luce sulla morte di John Sebastian Floriani, l’operaio rocciatore di 26 anni deceduto sabato scorso al Santa Chiara, a dieci giorni dalla caduta dal monte Calisio dove era impegnato in lavori di disgaggio in parete. Ad aprire il fascicolo per omicidio colposo, delegando l’autopsia sul giovane di Pergine Valsugana, è stata la pm di turno Nadia La Femina, che ha anche iscritto sul registro degli indagati i nomi di diverse persone, a quanto trapela almeno sei. Un atto dovuto, questo, per permettere loro di partecipare con un proprio consulente di parte all’esame irripetibile, l’autopsia appunto, in programma per oggi da parte del medico legale individuato dalla titolare dell’inchiesta. Un esame fondamentale per avere risposte sulle cause della morte del giovane, per sciogliere alcune delle riserve in merito alle dinamiche dell’incidente sul lavoro di cui è stato vittima il 24 aprile scorso, e per fare chiarezza anche sul successivo periodo di degenza al Santa Chiara, nel reparto di terapia intensiva dove si è spento sabato scorso. Obiettivo dell’inchiesta, che non è escluso potrebbe passare in seguito anche attraverso ulteriori consulenze tecniche, è infatti quello di indagare a 360 gradi, su ogni aspetto della drammatica vicenda. A quanto pare non solo per quanto riguarda il rispetto delle normative in ambito sicurezza sul lavoro. Gli inquirenti non vogliono infatti lasciare nulla di intentato.
L’infortunio, gli accertamenti
John Floriani lavorava per conto della società Unirock di Bolzano alla messa in sicurezza del versante del Monte Calisio. Opere di disgaggio commissionate dal Comune di Trento, fra le pareti che collegano l’ex rifugio Campel e l’ex rifugio Calisio, dove nel 2021 si era verificata un’importante frana che aveva provocato danni ingenti danni. A quanto ricostruito Floriani, che aveva fatto della sua passione per l’arrampicata un lavoro, quello di rocciatore appunto, è precipitato per circa sessanta metri dal monte sopra l’abitato di Maderno, mentre stava riordinando gli attrezzi, attorno alle 17,30 circa, al termine del turno di lavoro in parete dove stava disgaggiando i massi incombenti sul sentiero che da Martignano porta sulla cima dal Calisio. Secondo quanto appurato infatti non era in parete ma sulla sommità quando è volato di sotto, finendo anche sulla rete prima di toccare terra. Riportando gravi traumi e lesioni interne, compresa un’emorragia. Cosa lo abbia stroncato di preciso sarà l’autopsia a chiarirlo.
Nove morti sul lavoro nel 2024
Sugli altri aspetti hanno indagato gli ispettori dell’unità operativa per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (Uopsal) che hanno consegnato un’articolata relazione in Procura. «John Floriani purtroppo è la nona vittima del lavoro in Trentino, un drammatico stillicidio che sembra non avere fine» denunciano i sindacati. «Lui viveva per stare in parete, lì sembrava invincibile, un superuomo» lo ricordano gli amici che si stringono attorno a papà Aldo, a mamma Laura e al fratello minore Brayan. Che ora vogliono, pretendono, risposte.
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