il ricordo
giovedì 25 Gennaio, 2024
Oggi Andrea Papi avrebbe compiuto 27 anni. Il padre: «Chi ha sbagliato deve pagare»
di Redazione
A ricordare il compleanno del figlio è Carlo Papi con una lettera scritta all'Ansa: «Abbandonato da chi doveva proteggerlo»
Oggi avrebbe compiuto 27 anni Andrea Papi, il giovane ucciso il 5 aprile dell’anno scorso dall’orsa Jj4 nei boschi del Monte Peller, a poca distanza da casa sua, a Caldes.
A ricordarlo in una lettera all’Ansa è il padre, Carlo Papi che attacca duramente la politica accusata di aver lasciato soli Andrea e la sua famiglia: «Andrea amava la vita, l’unione, lo stare insieme, la compagnia degli amici. Laureato in scienze motorie a Ferrara, ha praticato diversi sport fin da bambino, fino a quel 5 aprile scorso dove tutte le sue passioni si sono interrotte». Carlo Papi vuol ricordarlo in quello che avrebbe dovuto essere un giorno felice e vuol ricordare che ogni impegno della politica si è dimostrato vuoto: «Nel giorno del suo compleanno lo voglio ricordare a tutti dicendo che, trascorsi quasi dieci mesi dalla sua scomparsa, nulla di nuovo, di concreto, è emerso: le indagini sulla tragedia sono ancora in corso». Secondo il padre di Andrea, il giovane è stato lasciato solo: «Andrea è stato abbandonato da chi doveva darci protezione e sicurezza, non allertandoci del grave pericolo che incombeva. Andrea è morto innocente, senza colpa alcuna , causa negligenza, incoscienza e irresponsabilità, errori imperdonabili da parte di chi doveva dargli sicurezza. Voglio ricordare a tutti che non si può morire in quel modo, dilaniato da un’orsa così pericolosa per una abituale escursione pomeridiana. La giustizia dovrà essere inflessibile e fare il suo corso. Chi ha sbagliato dovrà pagare».
Già nei giorni scorsi Carlo Papi era tornato ad attaccare la politica che non aveva fatto niente per evitare una tragedia come quella che ha colpito la sua famiglia e niente per fare in modo che accada ancora. E aveva chiesto giustizia: «Non ce la prendiamo con gli orsi, vogliamo trovare i responsabili di una gestione che è stata voluta anni fa ma poi non è stata mai seguita, e che hanno causato questa tragedia – ha dichiarato – Aspettiamo giustizia. Dalla Procura non si è vista ancora nessuna mossa. Purtroppo le indagini non sono ancora terminate e quindi finora non c’è stata non dico giustizia, ma neanche un inizio». Ma le accuse principali, Papi le muove alla politica colpevole di non proteggere i cittadini che abitano nelle valli in cui vivono gli orsi: «In val di Sole non andiamo nel bosco da soli, anche i turisti hanno paura. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia una mano, cioè la Provincia. Finora, forse comprensibilmente dopo lo stop elettorale, non abbiamo visto nulla, ma ora è il momento di agire».
Jj4 è stata catturata e rinchiusa nel recinto del Casteller, altri tre orsi ricercati dalla Provincia sono stati trovati morti nei boschi e di recente la Provincia sta cercando la strada per abbattere gli orsi pericolosi senza il preventivo parere dell’Ispra. In un ginepraio di ricorsi e controricorsi, di direttive europee, norme nazionali e norme provinciali molti fanno notare che ancora non c’è un piano di gestione dell’orso. Però gli episodi che vengono definiti come falsi attacchi si sono moltiplicati negli anni. Episodi che sono culminati con l’uccisione di Andrea Papi, il 5 aprile scorso. Ma anche successivamente ci sono stati altri episodi definiti falsi attacchi. Il nuovo disegno di legge approvato in giunta mira ad abbattere fino a un massimo di 8 esemplari pericolosi all’anno, secondo quanto spiegato dal presidente Maurizio Fugatti, ma le critiche non si sono fatte attendere e il risveglio dal letargo si sta avvicinando.
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