Circonvallazione Trento
martedì 12 Dicembre, 2023
Comitati: «Stop al bypass» Ma all’Interporto sorgerà il villaggio per gli operai
di Marco Ranocchiari
A sud e a nord della città sorgeranno due insediamenti per ospitare i lavoratori
È stato avviato nei giorni scorsi a palazzo Geremia il confronto tra Amministrazione comunale, organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e Consorzio Tridentum riguardo all’arrivo in città di parecchie centinaia di addetti che saranno impiegati nella costruzione della circonvallazione ferroviaria, sicuramente il più grande cantiere che Trento abbia mai sperimentato nella storia recente. L’incontro, a cui hanno partecipato anche il sindaco Franco Ianeselli e l’assessore alla Mobilità Ezio Facchin, in questa occasione aveva l’obiettivo di promuovere l’integrazione e la frequentazione della città da parte dei lavoratori del bypass, che rimarranno a Trento per qualche anno.
Proprio in questi giorni inizieranno i lavori di allestimento degli alloggi del campo base nord, lungo via Innsbruck, all’incrocio con il cavalcavia che porta alla tangenziale dell’interporto. Si svilupperà per una superficie di circa 35 mila metri quadrati e ospiterà stabilmente circa 600 dipendenti, ai quali si aggiunge il personale degli uffici tecnici. All’interno dell’area saranno costruiti edifici con funzioni diverse: 13 prefabbricati a due piani saranno destinati a dormitorio da 48 posti ciascuno, 1 edificio prefabbricato da circa 800 metri quadrati sarà destinato alla mensa. Altri 3 edifici a due piani ospiteranno uffici con 180 postazioni. Ci sarà anche un prefabbricato destinato a infermeria, uno a lavanderia e uno riservato per la guardiania. Ma i contrari non rinunciano a chiedere la rinuncia alla circonvallazione. Un’opera ormai «senza finanziamenti» ma che si vuole far andare avanti a tutti i costi su una «corsia privilegiata», senza che siano prima risolti i nodi che vengono al pettine, primo tra tutti quello dell’inquinamento e Trento nord. E per questo continueranno mobilitazioni e iniziative per contrastarla. È tutt’altro che conciliante la posizione emersa dalle associazioni ambientaliste e comitati contrari alla circonvallazione ferroviaria di Trento, riuniti ieri in conferenza stampa nella sala delle associazioni in via Oss Mazzurana.
«Dal 12 dicembre il bypass sarà ufficialmente senza i finanziamenti del Pnrr, che dovranno essere restituiti», ha dichiarato Elio Bonfanti del Gruppo 11 domande, spiegando che «D’ora in poi – ha continuato – l’opera si riferirà al programma lavori concordato tra Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e Stato, i quali al momento non la prevedono. Ma le sopraggiunte difficoltà, temono i comitati, potrebbero portare il fronte favorevole all’opera a ridurre ulteriormente lo spazio di manovra ai gruppi contrari. «Nei primi mesi del 2024 si aspetta una legge speciale per le opere escluse dal Pnrr, c’è la tentazione – ha aggiunto – di continuare con un regime di favore, tagliando di oltre la metà i tempi di approvazione necessari alle opere. Ma dare un’ulteriore accelerazione è francamente ridicolo», ha continuato, dal momento che abbondano le questioni irrisolte. Come il Put, il Piano utilizzo terre e rocce da scavo, per il quale bisognerà attendere i dati sul volume delle terre inquinate dell’area Filzi. Finora sono stati trovati idrocarburi pesanti in almeno sette dei trentacinque pozzi previsti. «Sono in ballo 550mila metri cubi di terreno, e abbiamo la certezza quasi matematica che finiranno in discarica». «La partita dell’inquinamento a Trento nord va affrontata in maniera complessiva. Chiediamo che prima si faccia il disinquinamento totale di tutte quelle aree, e solo dopo si potrà discutere del destino dell’opera». Bonfanti ha infine lamentato la decisione di procedere più speditamente a Trento sud, dove le criticità – che riguardano soprattutto l’approvvigionamento idrico – sono minori. «L’opera è unitaria, procedere a stralci non ha alcuna giustificazione».
«Due settimane fa ponemmo la questione sul fatto che il bypass occupasse direttamente l’area Sin (sito di interesse nazionale) dei terreni ex-Sloi ed ex-Carbochimica. Nessuno ha smentito, il silenzio per noi sta diventando un silenzio assenso», ha commentato Paolo Zadra, della Rete dei cittadini « Quando ci permettemmo di dire che forse le grida grida di magnificenza delle nostre istituzioni erano fuori luogo e premature – ha concluso – nessuno ci ascoltò».
Gabriele Lusini, di Mattarello Attiva, ha denunciato «espropriazioni senza titolo» nella zona sud, con proprietari avvertiti per via telefonica all’ultimo momento.
I comitati hanno quindi annunciato le future mobilitazioni: mercoledì 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, al Comune di Trento gli attivisti porteranno «regali» all’amministrazione per il modo in cui starebbe conducendo la vicenda. Infine, la Vigilia di Natale alle 20, nella chiesetta della Madonna della pace a Campotrentino, si terrà una messa celebrata da don Cristiano Bettega.
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