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sabato 7 Novembre, 2026

Frode sul vino, la difesa della Cantina di Mezzacorona: «Contesta una piccola partita di prodotto, dimostreremo che le accuse sono infondate»

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Il legale Vittorio Manes: «Per l'uso dell'acqua di vegetazione già pagato una multa. Sono emerse piccole difformità»

«Si tratta di una piccola partita, se si tiene conto del volume della produzione di Mezzacorona e riusciremo a dimostrare che le contestazioni avanzate non sussistono». Il professor Vittorio Manes difende i tre dirigenti e la stessa cantina Mezzacorona coinvolti nell’inchiesta della Guardia di Finanza e del pm Davide Ognibene sulla presunta associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio tramite la vendita di prodotti con etichetta mendace per il vino che veniva dichiarato come trentino mentre proveniva dall’Italia centro-meridionale. Il legale segue da anni la cantina e minimizza le contestazioni: «Mezzacorona ha già pagato la sanzione amministrativa relativa all’uso di acqua di vegetazione all’interno del processo produttivo, ma si è trattato di una piccola difformità che riguardava solo una partita di prodotto molto piccola rispetto alle quantità prodotte dalla cantina. Ma, appunto, si trattava di un’irregolarità come ne possono capitare nei processi produttivi». Ben altra cosa è il reato contestato a tre dirigenti, tra i quali il direttore Francesco Giovannini, il direttore vendite dell’epoca e il capo enologo ai tempi del controllo. Su questo l’avvocato Manes attende approfondimenti: «La Cantina Mezzacorona ha affidato verifiche e accertamenti a un consulente esterno che valuti le ragioni delle contestazioni, ma posso ragionevolmente affermare che riusciremo a dimostrare la completa estraneità alle ipotesi accusatorie. Cercheremo di ricostruire il processo produttivo di quella determinata partita e di dimostrare che è tutto in regola».

La cantina, dal canto suo, si affida a un comunicato per spiegare la sua posizione e affermare di non aver mai fatto ricorso a pratiche non ammesse: «In riferimento alle notizie divulgate dagli organi di informazione riguardanti presunte irregolarità nella gestione di talune attività enologiche aziendali, il Gruppo Mezzacorona si dichiara estraneo a qualsiasi pratica non ammessa e segnala come l’oggetto dei rilievi ascritti si riferisca ad una sola partita di vino di minima rilevanza quantitativa e percentuale rispetto ai volumi di prodotto lavorato dall’azienda». Le eventuali irregolarità, quindi, riguardano, secondo la Cantina, solo una piccola parte della produzione e non tutto il resto. Per dimostrarlo la Cantina, come già spiegato dall’avvocato Manes, ha già dato mandato a un esperto di ricostruire quello che è accaduto e dimostrare la sua correttezza: «In questo senso ha già dato incarico ad un consulente tecnico specializzato per la verifica della contestazione e per la documentata asseverazione della regolarità del proprio operato.

Il Gruppo Mezzacorona intende ribadire l’assoluta correttezza delle proprie attività e la completa estraneità ai rilievi contestati». Infine, la Cantina e l’intero Gruppo aggiungono che confidano che la propria estraneità ai fatti contestati possa essere dimostrata al più presto: «Il Gruppo Mezzacorona confida che sia fatta nel più breve tempo possibile chiarezza sulla vicenda, a garanzia del reddito e del lavoro dei propri soci, azionisti e collaboratori e per la tutela della propria reputazione, immagine, affidabilità e credibilità presso gli affezionati clienti e consumatori su tutti i mercati mondiali». Il Gruppo è una delle più solide realtà del mondo del vino italiano, leader su vari mercati internazionali, presente nei principali paesi consumatori con marchi ormai stimati e riconoscibili. Per questo Mezzacorona tiene in modo particolare a che venga fatta chiarezza al più presto. Al momento i dipendenti indagati e la stessa Cantina Mezzacorona sono difesi dallo stesso legale, a dimostrare come vi sia completa fiducia nei responsabili dei vari settori.

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