Il sorpasso
venerdì 6 Novembre, 2026
La mobilità del futuro? Va a batteria anche per scooter e moto. Ecco le novità dall’Esposizione mondiale di Milano
di Saverio Villa
Dalle maxienduro a modelli intermedi: le novità
L’83esima edizione dell’Eicma, aperta a Milano fino alle 18.30 di domenica, mostra un panorama motociclistico in evoluzione vertiginosa. Tanto è vero che quest’anno la rassegna ha raggiunto la sua massima estensione: 10 padiglioni, 765 espositori e 2.142 brand provenienti da 52 paesi.
Tornano le «leggere»
Dopo anni caratterizzati dalla crescita di cilindrate, potenze e prezzi, diversi costruttori sembrano riscoprire il valore delle moto meno impegnative, adatte anche ai motociclisti giovani o a chi torna in sella dopo molto tempo. Due novità sono particolarmente indicative. La prima è la Moto Guzzi The Trip 500, una roadster completamente nuova, con motore bicilindrico parallelo da quasi 48 Cv che pesa 180 kg, ha una sella alta 790 mm ed è guidabile con patente A2. L’arrivo sul mercato è previsto all’inizio del 2027, con prezzi intorno ai 6.500 euro. La seconda è l’Harley-Davidson Sprint 440, una piccola cruiser sviluppata in collaborazione con l’indiana Hero MotoCorp che sulla bilancia arriva a 189 kg. Ha un monocilindrico di 440 cc da 27 Cv e offre una sella ancora più bassa, a 671 mm da terra. Conserva le caratteristiche estetiche delle Harley-Davidson tradizionali, ma punta su una maggiore facilità di guida e su un prezzo certo inusuale per il marchio: meno di 6.000 euro. Questo trend coinvolge anche le cosiddette «adventure», moto da viaggio capaci di affrontare percorsi non asfaltati. Accanto alle grandi maxienduro cresce l’offerta di modelli di cilindrata intermedia, meno pesanti e più gestibili. Le Kawasaki Kle 650, Benelli Trk 602 X e Bmw F 450 Gs testimoniano il tentativo di rendere il turismo avventuroso più accessibile.
L’avanzata cinese
L’industria motociclistica della Repubblica Popolare conquista sempre più spazio: considerando moto e scooter, alimenta oltre il 15% del mercato nazionale. E ora l’offerta si estende anche ai segmenti tradizionalmente dominati dai brand europei e giapponesi, includendo modelli più sofisticati, con motori di cilindrata elevata, dotazioni elettroniche complete, prestazioni competitive ma, naturalmente, listini «cinesi» che spesso non superano i 10.000 euro. Tra i protagonisti di questa fascia figurano QjMotor, CfMoto, Voge e Benelli (origine italiana, ma controllata da Qianjiang). Il prezzo rimane un elemento importante, ma non è più l’unico argomento commerciale: i costruttori asiatici cercano di competere in qualità, tecnologia, design e prestazioni.
Elettronica meno complicata
L’evoluzione tecnologica resta uno dei temi centrali del Salone, però non è rivolta solo all’aumento delle prestazioni, ma anche a migliorare sicurezza, comfort e facilità di utilizzo. Si diffondono i sistemi radar per il controllo adattivo della velocità e il monitoraggio degli angoli ciechi, mentre le trasmissioni automatizzate riducono l’impegno del conducente. Nuovi dispositivi arrivano anche sulle moto meno costose. La Moto Guzzi The Trip 500, ad esempio, dispone di acceleratore elettronico, tre modalità di guida, strumentazione digitale a colori, connettività con il telefono, cambio utilizzabile senza frizione e navigazione con indicazioni semplificate.
Elettrificazione e mobilità urbana
La transizione all’elettrico è tra le direzioni di sviluppo del settore, ma la sua diffusione è ancora molto diversa tra moto e scooter. Nella mobilità urbana si concentrano alcune delle novità più interessanti. Tipo la nuova gamma elettrica Vespa, che comprende Primavera, Sprint S (omologate come ciclomotori) e Primavera Tech. Con autonomie di circa 80/90 km e prezzi che dovrebbero essere compresi tra 5.500 e 7.500 euro. A Eicma trovano spazio anche elettriche più specialistiche, come la LiveWire Dust Hightail destinata al fuoristrada.
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