il caso

lunedì 2 Novembre, 2026

Treni tra Pergine e Trento, l’Odissea degli studenti tra ritardi e corse soppresse. I genitori: «Così perdono lezioni»

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La segnalazione parte da un gruppo di adulti: «Costretti ad alternarci per portare i figli in auto». Murru (Tt): «Problemi dovuti all’infrastruttura»

Andare a scuola da Pergine a Trento è sempre più un’Odissea e i genitori degli studenti che vanno a lezione nel capoluogo segnalano continui ritardi e soppressioni delle corse tra le 7.30 e 7.43. Il che rende quasi impossibile arrivare a scuola in orario. Una situazione che, come sottolinea Trentino Trasporti, è dovuta a problemi dell’infrastruttura e per i quali chiede «maggiore attenzione» da parte di Rfi.

A segnalare questo disservizio è un gruppo di una decina di genitori del perginese: i loro figli utilizzano spesso il treno per andare a scuola verso Trento, per andare a lezione alle scuole steineriane vicino a Madonna Bianca, l’Enaip di Villazzano o le superiori di Trento. «Mio figlio prenderebbe volentieri il treno per Villazzano, dove frequenta la scuola steineriana – racconta Claudia Fontanari, una dei genitori -. Il problema è che il treno delle 7.43 e quello precedente, sono spesso in ritardo o addirittura soppressi. Quindi, siamo costretti ad accompagnare i nostri figli alla stazione, verificare che il treno ci sia e se è soppresso decidere chi porterà i ragazzi in auto, arrivando al lavoro in ritardo. Tra l’altro, spesso le corriere sostitutive non fermano a Villazzano e vanno dirette a Trento».
Insomma, i disagi sono forti e riguardano sia i ragazzi che i genitori. «Almeno tre volte a settimana è in ritardo, tra i 5 e i 20 minuti, e molto spesso è soppresso, come è accaduto lunedì – prosegue Fontanari -. Il problema è diventato più evidente dall’inizio della scuola, ma è strutturale. E riguarda tutti i pendolari che devono raggiungere Trento, e gli studenti che devono andare oltre Villazzano. Noi useremo volentieri i mezzi pubblici: però il servizio deve essere garantito».

I disagi alla ferrovia vengono confermati anche da Trentino Trasporti, che sottolinea come abbia già comunicato più volte a Rfi lo stato della linea. «Confermo il ritardo della nostra corsa, dovuto non a problematiche relative all’esercizio di competenza di Trentino Trasporti, ma alla gestione dell’infrastruttura – sottolinea il direttore Roberto Murru -. Abbiamo segnalato più volte al gestore (Rfi) la necessità di garantire le condizioni per un esercizio regolare, informando per conoscenza anche l’ente concedente (la Provincia). Auspichiamo maggiore attenzione per il futuro, visto anche che si tratta di corse che servono la popolazione studentesca che ha vincoli di orario ben noti».
Una situazione simile era stata segnalata il 12 ottobre dal consigliere Paolo Zanella (Pd), che con un’interrogazione alla giunta provinciale aveva chiesto conto dei ritardi accumulati nei lavori alla ferrovia, l’impatto dei cantieri notturni sul servizio corrente, e anche la mancanza di progettazione sulla restante tratta da Borgo fino a Bassano. «Diversi pendolari segnalano che le corse sostitutive dei treni soppressi a causa del consumo anomalo delle ruote hanno posti insufficienti rispetto ai treni e continuano a lasciare passeggeri a terra. Inaccettabile per un servizio pubblico», aggiungeva poi Zanella.

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