Tecnologia
martedì 27 Ottobre, 2026
Quattro multirotori, sei piloti specializzati e 484 missioni già svolte: così il Trentino è diventato primo in Italia nell’uso di droni per la sicurezza stradale
di Redazione
La provincia di Trento è stato il primo territorio ad avere un'autorizzazione per sorvolare le arterie aperte al traffico: se n'è parlato al festival delle Regioni
Dalle ispezioni di ponti e viadotti al monitoraggio delle frane, fino allo studio del traffico in tempo reale: i droni sono diventati uno strumento operativo per la gestione e la manutenzione della rete stradale trentina. L’esperienza del Nucleo droni del Servizio Gestione strade della Provincia autonoma di Trento è stata illustrata alla quinta edizione del Festival delle Regioni, conclusasi oggi a Firenze.
Il tratto distintivo è l’autorizzazione ottenuta dall’Enac nel 2025 per il sorvolo delle strade aperte alla circolazione. «Il nostro valore aggiunto è aver ottenuto da Enac un’autorizzazione operativa che, ad oggi, è l’unica in Italia per il sorvolo delle arterie stradali aperte al traffico veicolare», è stato sottolineato durante la presentazione.
Il Nucleo opera secondo standard e procedure del settore aeronautico e dispone di una flotta di quattro multirotori e di sei piloti specializzati. L’attività conta complessivamente 484 missioni, di cui 86 effettuate nel primo semestre del 2026.
Ispezioni più rapide e meno rischiose
A illustrare le applicazioni del servizio sono state Alessandra Filosi, tecnica del Nucleo droni della Provincia, e il pilota Walter Tomazzolli. L’autorizzazione Enac rappresenta, secondo quanto spiegato, il riconoscimento di un’organizzazione strutturata e di procedure rigorose, che consentono di operare anche sopra infrastrutture stradali aperte al traffico.
«Il drone ci consente di operare su più fronti – ha spiegato Filosi – dall’aerofotogrammetria, che permette di mappare in tre dimensioni il territorio e di arrivare a una progettazione più avanzata delle infrastrutture, fino alla manutenzione, con le ispezioni di ponti e viadotti».
Le apparecchiature permettono di raggiungere rapidamente anche le parti meno accessibili delle strutture, riducendo l’esposizione degli operatori al rischio di caduta e, in molti casi, la necessità di ricorrere a piattaforme aeree.
Dalle frane ai cantieri
In un territorio montano come quello trentino, un’altra applicazione importante riguarda il monitoraggio dei versanti instabili e delle frane. I droni consentono di avvicinarsi ai fronti interessati, raccogliere dati e documentare le condizioni del terreno, limitando i rischi per tecnici, geologi e operatori della Protezione civile.
Le attività comprendono anche rilievi aerofotogrammetrici, elaborazione di modelli geologici, simulazioni idrauliche, controllo dell’avanzamento dei cantieri e calcolo dei volumi.
«Di fronte a una frana, fino a pochi anni fa si ricorreva all’elicottero, con tutto ciò che questo comportava in termini di mezzi, personale e costi. Oggi possiamo affrontare molte di queste attività con il drone, riservando l’elicottero agli interventi per i quali è realmente necessario», ha aggiunto Filosi.
Meno disagi per gli automobilisti
I vantaggi riguardano sia i costi operativi sia le conseguenze degli interventi sulla circolazione. Le ispezioni con i droni possono ridurre la necessità di installare piattaforme aeree e, in diverse situazioni, evitare chiusure stradali o l’istituzione di sensi unici alternati.
«Il costo di un drone e della sua manutenzione è infinitamente inferiore rispetto a quello dei metodi tradizionali – ha precisato Filosi –. A questo si aggiunge un vantaggio importante per i cittadini, perché possiamo ridurre sensibilmente i disagi legati agli interventi sulla rete stradale».
Anche il traffico sotto osservazione
L’autorizzazione al sorvolo delle arterie aperte alla circolazione amplia inoltre le possibilità di monitoraggio del traffico. Il Nucleo può osservare situazioni di congestione e formazione di code, raccogliendo informazioni utili a individuare le criticità e a supportare le decisioni operative sulla gestione della viabilità.
Un’esperienza che, attraverso l’impiego delle tecnologie aeronautiche, punta quindi a rendere più efficaci le attività di controllo e manutenzione delle strade, migliorando al tempo stesso la sicurezza degli operatori e limitando i disagi per chi viaggia.
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