mondo
martedì 27 Ottobre, 2026
Dal modello dei «plenum» agli 11 punti per rifondare lo Stato: chi sono gli studenti che hanno vinto le elezioni in Serbia
di Sara Alouani
La fondazione del movimento, la nascita della lista, il sogno di entrare in Unione Europea: la parabola fulminea e drammatica iniziata a novembre 2024
La Serbia ha voltato pagina: la «Lista degli Studenti» ha vinto le elezioni parlamentari anticipate, sconfiggendo il presidente Aleksandar Vučić e ponendo fine a un dominio populista e nazionalista durato 14 anni.
Il voto di domenica 25 ottobre ha fatto registrare un’affluenza record del 68,8%, la più alta dal 1992. Le urne hanno decretato il trionfo della forza civica nata dalle università, che ha ottenuto oltre il 52% delle preferenze, conquistando la maggioranza assoluta con circa 139 seggi sui 250 dell’Assemblea nazionale. In serata, lo stesso Vučić ha ammesso pubblicamente la sconfitta: «È chiaro che abbiamo perso».
La scintilla di Novi Sad: dalla rabbia alle urne
La parabola politica di questo movimento è fulminea e drammatica. Ha inizio il 1° novembre 2024, quando il crollo improvviso della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad causa 16 vittime. L’infrastruttura era stata ristrutturata da poco: per i giovani e l’opinione pubblica, quella tragedia diventa l’emblema visibile della corruzione strutturale e dell’impunità dei funzionari di regime.
Le università si bloccano e per quasi due anni le piazze serbe vengono attraversate da proteste continue che resistono ai tentativi di repressione del governo. Di fronte a un’ondata di indignazione impossibile da contenere, lo scorso settembre Vučić si è visto costretto a sciogliere l’Assemblea nazionale e a indire elezioni anticipate.
Il modello dei «plenum» contro il potere personale
A fare la differenza è stata la natura stessa del movimento studentesco, strutturato come l’esatto opposto del sistema verticistico e personalistico del Partito Progressista Serbo (SNS) di Vučić. La “Lista Studentesca” (SL) si è presentata alle urne senza un candidato premier ufficiale e rifiutando la logica del leader unico.
Tutte le decisioni strategiche sono state prese attraverso i plenum – assemblee democratiche di facoltà aperte e diffuse in tutto il Paese. I 250 candidati sono stati selezionati dalla base all’interno degli atenei, includendo non solo accademici e figure storiche delle proteste, ma anche medici, artisti, agricoltori e sportivi, uniti dal comune denominatore della totale estraneità alla vecchia classe politica. Dei 250 candidati ben 160 hanno conseguito dottorati di ricerca. L’ambizione è quella di istituire il Parlamento più colto di tutti i tempi.
Un programma in 11 punti per rifondare lo Stato
La piattaforma con cui gli studenti guideranno la Serbia si concentra sulla ricostruzione dello Stato di diritto e sul contrasto al clientelismo. La lista ha stilato 11 punti per rifondare lo Stato.
Istituzione di meccanismi per il recupero dei patrimoni accumulati illegalmente e sanzioni severe per l’abuso d’ufficio, piena indipendenza della magistratura e fine delle nomine politiche nelle aziende pubbliche, liberazione del servizio radiotelevisivo pubblico dal controllo dei partiti, introduzione dei libri di testo gratuiti e un piano per abbassare il costo dei farmaci essenziali sono solo alcuni dei punti del programma che ambisce allo smantellamento della mafia e alla crescita dell’economia.
La Serbia verso l’Unione Europea
Le istituzioni europee hanno salutato con favore la vittoria degli studenti, mentre la Serbia punta a entrare nell’Ue. «Il popolo serbo si è recato alle urne in numero record per plasmare il futuro del proprio paese», «siamo pronti a sostenere le riforme in materia di stato di diritto, libertà di stampa, lotta alla corruzione e solide istituzioni democratiche, e a collaborare per promuovere il futuro della Serbia nell’Unione europea», ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. «Il Parlamento europeo resta impegnato a sostenere il processo di riforme in Serbia, nel suo percorso verso l’Europa», le ha fatto eco la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. Dello stesso avviso il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha rimarcato l’importanza che la Serbia «continui il percorso di adesione all’Ue». Il Cremlino, intanto, dopo la sconfitta del suo alleato, ha affermato di sperare in una «collaborazione» con la nuova forza politica al potere.
Sport
Calcio, nuovo colpo di scena: Infantino verso la rielezione alla Fifa. L'Asia si schiera: 47 federazioni pronte a sostenerlo
di Redazione
L’AFC cambia rotta dopo le critiche di agosto e appoggia il presidente uscente in vista del voto di marzo. Nessun candidato alternativo si è fatto avanti, mentre dal 2027 i contributi alle federazioni saliranno a 25 milioni di dollari
Commenti:
Devi effettuare il login per poter pubblicare un commento.