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domenica 25 Ottobre, 2026
Serbia, finisce l’era Vučić. Il nazionalista filorusso ammette la sconfitta: «Ha vinto la Lista studentesca»
di Redazione
La maggioranza dei seggi al movimento nato dopo la tragedia di Novi Sad. Affluenza record e tensioni ai seggi
Aleksandar Vučić ammette la sconfitta alle elezioni anticipate in Serbia. Poco dopo la chiusura dei seggi, il leader nazionalista filorusso ha dichiarato in diretta televisiva che il suo partito, Serbia Unita, avrebbe perso la consultazione. Secondo le prime stime, la formazione potrebbe ottenere tra i 100 e i 105 seggi, mentre la Lista Studentesca sarebbe accreditata di una quota compresa tra 135 e 140.
Si tratta di proiezioni ancora provvisorie, che dovranno essere confermate dai risultati ufficiali. Intanto, dalle città serbe arrivano immagini di studenti in piazza a festeggiare quello che potrebbe rappresentare un importante cambiamento negli equilibri politici del Paese.
Vučić ha riconosciuto il risultato sfavorevole e ha già indicato quale sarà la linea del suo schieramento: «Combatteremo e mostreremo loro che cosa significa essere all’opposizione».
La lista nata dopo la tragedia di Novi Sad
Tra i protagonisti del voto c’è la Lista Studentesca, espressione del movimento di protesta nato dopo la tragedia della stazione ferroviaria di Novi Sad, dove il crollo di una pensilina provocò la morte di sedici persone.
La vicenda aveva alimentato una forte mobilitazione popolare, con manifestazioni e richieste di accertamento delle responsabilità. Da quel movimento è maturata un’esperienza politica che ora, secondo le prime proiezioni, potrebbe ottenere un risultato decisivo alle urne.
Le elezioni anticipate arrivano dopo le dimissioni annunciate da Vučić alla fine di settembre, in un contesto segnato dalla crescente pressione politica e sociale. Il presidente, già al limite dei mandati previsti per la carica, resta una figura centrale della politica serba.
Alle urne il 67,6% degli elettori
Uno degli elementi più significativi della giornata è stata la partecipazione. Secondo i dati diffusi dall’istituto demoscopico CeSid/Ipsos, alle 19 aveva votato il 67,6% degli aventi diritto.
Il dato, se confermato, rappresenterebbe un livello di affluenza eccezionale nel quadro politico serbo. Alle precedenti elezioni parlamentari del 2023, la partecipazione finale si era fermata al 58%.
La distribuzione territoriale riportata durante la giornata ha evidenziato una partecipazione particolarmente elevata in Vojvodina, seguita da Belgrado, dalla Serbia centrale e occidentale e dalle regioni meridionali e orientali. A Novi Sad, la seconda città più grande del Paese, l’affluenza aveva raggiunto il 60,55% alle 16.
Triplicati i votanti dall’estero
La partecipazione è cresciuta sensibilmente anche tra i cittadini serbi residenti all’estero. Rispetto al 2023, secondo i dati riportati, si sarebbero recate alle urne oltre 100mila persone, circa il triplo rispetto alla precedente consultazione.
Per alcuni elettori, votare ha richiesto viaggi particolarmente impegnativi. La commissione elettorale serba ha infatti legato gli orari di apertura dei seggi all’ora locale della Serbia, creando difficoltà soprattutto per chi vive in Paesi lontani, come Stati Uniti, Canada e Australia.
A complicare la partecipazione contribuisce anche il numero limitato di seggi disponibili in alcune aree, che costringe gli elettori a percorrere distanze considerevoli per poter esprimere il proprio voto.
Tensioni nei seggi
La giornata elettorale è stata accompagnata anche da episodi di violenza e da segnalazioni di presunte irregolarità, denunciate anche da osservatori indipendenti.
Nei pressi di Vranje, due giornalisti serbi sarebbero stati aggrediti e feriti mentre cercavano di documentare alcune anomalie. Un altro episodio sarebbe avvenuto a Hrtkovci, nel comune di Ruma, in Vojvodina, dove una decina di motociclisti sarebbe rimasta ferita in un’aggressione attribuita a uomini mascherati nei pressi di un seggio.
Altri giovani sarebbero stati aggrediti da persone con il volto coperto vicino a un seggio elettorale a Pančevo, città a nord-est di Belgrado.
Mentre si attendono i risultati definitivi, il voto serbo si profila dunque come un passaggio cruciale: da una parte il riconoscimento della sconfitta da parte di Vučić, dall’altra l’avanzata della Lista Studentesca, nata da una stagione di proteste che potrebbe ora tradursi in un cambiamento politico concreto.
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