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sabato 24 Ottobre, 2026

Nido dell’Aquila in fiamme, c’è un sospetto per l’incendio al covo nazista tra le montagne

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Le operazioni di spegnimento a 1.834 metri di quota hanno richiesto l'inervento di 200 soccorritori

Incendio al Nido dell’Aquila, il celebre rifugio alpino sulle Alpi bavaresi, nel sud della Germania, vicino al confine con l’Austria. Le fiamme sono divampate venerdì sera nella struttura conosciuta anche con il nome tedesco di Kehlsteinhaus, legata alla figura di Adolf Hitler, che la utilizzò come una delle proprie residenze.

Secondo quanto riferito dai media tedeschi, la polizia bavarese ha fermato un sospetto in relazione all’incendio. Sull’accaduto è stata aperta un’indagine per chiarire le cause del rogo e le eventuali responsabilità.

Le operazioni di contenimento delle fiamme hanno richiesto l’intervento di circa 200 soccorritori. Al momento dell’incendio, all’interno dell’edificio, situato a 1.834 metri di altitudine sopra Berchtesgaden, non c’erano persone.

Non si registrano feriti. Restano da chiarire le circostanze che hanno provocato l’incendio, mentre gli investigatori stanno lavorando per ricostruire l’accaduto.

Il Nido dell’Aquila fu completato nel 1938 durante il regime nazista e venne utilizzato da Hitler come residenza e luogo d’incontro con esponenti del regime. La struttura è legata anche alla storia della Seconda guerra mondiale: qui il dittatore incontrò comandanti e collaboratori per discutere questioni strategiche, nel periodo che precedette l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica nel 1941.

Dopo la sconfitta della Germania nazista nel 1945, l’edificio scampò alla distruzione e venne conservato. Nel corso dei decenni successivi si è trasformato in una delle mete turistiche più conosciute della zona, frequentata per la sua posizione panoramica sulle Alpi.

L’incendio riporta così l’attenzione su un luogo che, oltre al valore turistico e paesaggistico, conserva una forte rilevanza storica.

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