L'iniziativa

mercoledì 14 Ottobre, 2026

Trento, il piazzale davanti al carcere di Spini di Gardolo sarà intitolato a padre Fabrizio Forti

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Frate cappuccino e cappellano della Casa Circondariale, fondò la Mensa della Provvidenza. Gli sarà dedicata anche una targa

A dieci anni dalla morte, il Comune di Trento ha deciso di ricordare la figura di padre Fabrizio Forti, frate cappuccino e cappellano del carcere di Trento, intitolando a lui il piazzale davanti alla Casa circondariale. A padre Forti sarà inoltre dedicata una targa in un’aiuola all’ingresso del carcere.

Per l’occasione sono in programma due eventi nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre. Alle 15.30 alla Casa circondariale in via Beccaria 3 si terrà la cerimonia di scopertura della targa in suo ricordo e di intitolazione del piazzale. Alle 17.30, allo Spazio Humus (ex convento dei Frati Cappuccini), in via Laste 3, si svolgerà invece una tavola rotonda dedicata alla sua figura: parteciperanno l’assessora comunale Giulia Casonato, il direttore della cooperativa Punto d’Incontro Mattia Civico, la presidente di Atas Violetta Plotegher e il volontario della Mensa della Provvidenza Ezio Darugna. Modererà Lauana Atkinson Alvares di “Cucine popolari”.

Chi era Padre Fabrizio

Mario Forti nacque a Gardolo il 20 ottobre 1949. Dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto magistrale A. Rosmini di Trento, nel 1966 entrò nel noviziato dei Frati Minori Cappuccini. Nel 1975 pronunciò la professione solenne e assunse il nome di padre Fabrizio. Qualche anno più tardi, nel 1981, al termine degli studi, venne ordinato sacerdote. La sua attività si caratterizza fin da subito per l’attenzione verso le persone in difficoltà. Ancora prima di terminare gli studi condivise con alcuni confratelli l’esperienza della Casina di Calavino, una fraternità contemplativa che ospitava una comunità terapeutica per tossicodipendenti e persone affette da disagio psichico, attiva fino al 1979. Dopo aver insegnato per qualche anno alla scuola elementare di Tonadico, nel 1982 riprese ad occuparsi, per oltre tre lustri, delle persone sofferenti di disagio psichico attraverso la neocostituita associazione Valle Aperta, con sede dapprima presso l’eremo di Piazzo di Segonzano, poi a Ponciach di Giovo, e dei giovani attraverso l’associazione culturale Sorgente 90. Per tutti gli anni Ottanta collaborò anche attivamente all’esperienza del Punto d’incontro di Trento. All’inizio degli anni Novanta fu nominato Segretario nazionale della commissione “Giustizia, pace, ecologia” dei Frati Minori Cappuccini italiani, incarico che lo porterà a promuovere e a partecipare attivamente a svariate iniziative a sostegno dalla pace nei Balcani (“Anch’io a Sarajevo”, marcia della pace “Mir sada – pace subito”, “Cammino per la pace nella città di Mostar”).

Nel 1994 contribuì all’apertura, a Gardolo, di Casa Lamar, una struttura destinata all’assistenza delle persone affette da Aids della quale rimarrà assistente spirituale fino alla morte. Sempre negli anni Novanta fu attivo anche nell’ambito ecologico, soprattutto attraverso il Comitato per la salvaguardia dell’Avisio, impegnandosi per la valorizzazione e difesa del territorio e contro la costruzione della diga di Valda. Nel 1998, a seguito della decisione del Capitolo dei Cappuccini di porre fine all’esperienza della comunità di Piazzo, gli venne conferito l’incarico di superiore del convento della Cervara di Trento, sede nella quale vide la luce, su sua iniziativa e con la collaborazione di numerosi volontari, la Mensa della Provvidenza per i poveri e un piccolo dormitorio. Dopo un triennio trascorso nel convento di Terzolas, nel 2004 tornò Trento ed iniziò, in qualità di cappellano, la sua attività con i carcerati, dapprima a Rovereto ed in seguito nella nuova struttura di Spini di Gardolo, durata fino alla morte improvvisa, avvenuta nella notte tra il 15 e il 16 ottobre 2016.

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