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venerdì 9 Ottobre, 2026
Negli Stati uniti la prima condanna a morte in diretta streaming, l’annuncio di Hegseth: «La fucilazione di Hasan sarà trasmessa live»
di Redazione
L'ex psichiatra dell'esercito è stato condannato per la strage di Fort Hood del 2009
Un fucilazione in diretta, trasmessa in streaming nientemeno che dal Pentagono. L’esecuzione di Nidal Malik Hasan, l’ex psichiatra dell’esercito statunitense condannato per la strage di Fort Hood del 2009, sarà la prima nella storia a diventare un evento «live». Lo ha confermato giovedì il Pentagono, dopo che il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva dichiarato che l’esecuzione sarebbe stata «pubblica». La fucilazione è prevista per il 3 dicembre nella base militare di Fort Hood, in Texas.
Intervistato mercoledì dall’emittente conservatrice Real America’s Voice News, Hegseth aveva affermato: «Faremo in modo che le persone possano guardarla, che sia pubblica». Il giorno successivo, funzionari del Pentagono hanno chiarito che la procedura sarà trasmessa in diretta, precisando che ulteriori dettagli saranno comunicati in seguito.
La decisione rappresenta un caso insolito nella storia recente delle esecuzioni militari americane e ha riacceso il dibattito sulle modalità con cui viene applicata la pena capitale negli Stati Uniti.
Il massacro di Fort Hood
Hasan, allora maggiore e psichiatra dell’esercito, aprì il fuoco il 5 novembre 2009 in un edificio medico della base di Fort Hood, dove numerosi militari erano in attesa di visite e controlli prima della partenza per le missioni. Nel corso dell’attacco morirono 13 persone e altre 32 rimasero ferite.
Durante il processo, celebrato nel 2013, Hasan ammise di essere l’autore della sparatoria. Si difese da solo, dopo aver rinunciato ai propri avvocati, e non presentò testimoni a propria discolpa. Fu condannato a morte.
L’uomo, rimasto paralizzato dalla vita in giù dopo essere stato colpito alla schiena dalle forze dell’ordine durante l’arresto, si sposta oggi su una sedia a rotelle.
I dubbi
L’annuncio ha suscitato reazioni contrastanti tra gli esperti di diritto e di pena capitale. Per Deborah Denno, docente di diritto alla Fordham University, la trasmissione potrebbe rendere la procedura più trasparente, consentendo al pubblico di conoscere direttamente le modalità con cui viene eseguita una condanna a morte.
Altri studiosi sollevano invece interrogativi sulla dignità del condannato, sulle finalità della decisione e sulle implicazioni giuridiche di una simile esposizione pubblica.
Elisabeth Semel, co-direttrice della Death Penalty Clinic dell’Università della California a Berkeley, ha evidenziato le questioni legali e di politica pubblica sollevate dall’iniziativa, interrogandosi sulle ragioni che hanno portato il governo a trasformare l’esecuzione in un evento trasmesso in diretta.
Anche la scelta della fucilazione è oggetto di discussione. Secondo Brenner Fissell, docente alla Villanova University e vicepresidente del National Institute of Military Justice, alcuni esperti considerano questo metodo un’alternativa potenzialmente più rapida alle iniezioni letali, diventate difficili da praticare in diversi Stati per la disponibilità limitata dei farmaci e la riluttanza di alcuni professionisti sanitari a partecipare.
Rischio ricorsi
Non è ancora chiaro se Hasan tenterà di bloccare o rinviare l’esecuzione attraverso un ricorso. Secondo gli esperti citati dall’Associated Press, potrebbe presentare un’istanza di habeas corpus davanti a un tribunale civile, chiedendo una verifica della legittimità della detenzione o della procedura.
L’avvocato John Galligan, che ha assistito Hasan in alcune vicende civili dopo il processo penale ma non lo rappresenta nel procedimento relativo all’esecuzione, ha espresso preoccupazione per le sue condizioni fisiche e per l’accesso all’assistenza legale. Secondo quanto riferito dall’avvocato, Hasan gli avrebbe raccontato di essere stato informato della decisione senza la presenza di un legale.
Una portavoce dell’esercito ha respinto le contestazioni, sostenendo che sono stati effettuati diversi tentativi di contattare gli avvocati del servizio di difesa militare e che le procedure previste sono state rispettate. Ha inoltre precisato che Hasan non è stato privato della possibilità di comunicare con i propri legali.
La prima fucilazione dalla Seconda guerra mondiale
Hegseth ha dichiarato che l’esercito non esegue una condanna a morte mediante fucilazione dalla Seconda guerra mondiale. L’ultima esecuzione militare statunitense risale invece al 13 aprile 1961, quando il soldato semplice John Bennett fu impiccato.
Il caso Hasan si inserisce in un dibattito più ampio sulla pena capitale e sulla sua visibilità pubblica. Secondo Amnesty International, nel 2025 sono state documentate almeno 17 esecuzioni pubbliche: 11 in Iran e sei in Afghanistan.
Il presidente Donald Trump, che ha approvato l’esecuzione di Hasan, aveva in passato criticato le esecuzioni pubbliche in Iran. La scelta di trasmettere in diretta quella prevista negli Stati Uniti apre ora un nuovo fronte di discussione sulle modalità e sul significato pubblico della pena di morte.
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