sanità

venerdì 2 Ottobre, 2026

Cles: i medici di ortopedia ritirano le dimissioni, solo il primario se ne va. Pressioni della Provincia su Solatrix

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Fugatti lancia la stoccata: «Certi comportamenti non sono consoni nei rapporti di lavoro, né tra dipendenti e Azienda sanitaria, né tra pubblico e privato»

«I medici ortopedici in organico nella struttura restano regolarmente in servizio a Cles». L’annuncio arriva nel tardo pomeriggio di ieri, inaspettato. Significa che in questi giorni qualcosa si è mosso, che le pressioni della politica hanno funzionato, assieme a un’indignazione dei territori per lo svuotamento di un intero reparto, ossatura dell’intero ospedale. «Nella mattinata di ieri — informa un comunicato della Provincia — i medici dimissionari hanno incontrato il direttore generale di Asuit (Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino) e hanno ritirato le dimissioni confermando la continuità e la piena efficienza nell’erogazione delle prestazioni ai cittadini». In realtà gli incontri tra i medici e il dg di Asuit sono stati due, uno nei giorni scorsi, subito dopo l’annuncio dell’addio. «Ci pensiamo», avrebbero detto la prima volta, per poi sciogliere le riserve nella giornata di ieri.

Giornata di soddisfazione sia per il presidente della Provincia Maurizio Fugatti che per l’assessore alla Salute Mario Tonina, che insieme al direttore generale di Asuit Antonio Ferro e al dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia Andrea Ziglio hanno comunicato la notizia alla sindaca di Cles Stella Menapace, al vicesindaco Aldo Dalpiaz, al presidente della Comunità Val di Non Martin Slaifer Ziller e al presidente della Comunità della Val di Sole Lorenzo Cicolini.

«A noi interessava rimettere la palla al centro: da un lato garantire la continuità dei servizi all’ospedale di Cles — ha spiegato il governatore Fugatti — dall’altro far capire chiaramente che certi comportamenti non sono consoni nei rapporti di lavoro, né tra dipendenti e Azienda sanitaria, né tra pubblico e privato». Un’affermazione che va letta in controluce, e che svela come la trattativa non sia stata soltanto tra l’Azienda e i medici, ma anche tra la Provincia e la Solatrix, la clinica privata dove i medici avrebbero preso servizio. Una realtà del privato convenzionato, che lavora su incarico della stessa Azienda sanitaria. Da più parti — e questo giornale ne ha dato conto — si è parlato di «concorrenza sleale», quella di ingaggiare da parte del privato i medici pubblici sullo stesso territorio, che viene di fatto svuotato di professionisti. Si può dunque immaginare che la Provincia abbia fatto pressioni per fermare il passaggio di almeno tre dei quattro dimissionari (il primario Romano ha invece confermato le proprie dimissioni). Insomma, non è detto che le tre dimissioni siano state ritirate per convincimento, ma piuttosto che Solatrix non era più nelle possibilità di assumerli in organico per non rompere i rapporti con la Provincia che la accredita come privato convenzionato.

«Ora — si limitano però a dire Fugatti e Tonina, assieme a Ferro — possiamo confermare e garantire la piena operatività dell’ortopedia e la continuità dei servizi dell’ospedale Valli del Noce. La collaborazione e la diplomazia di questi giorni dimostrano che, facendo squadra, le criticità si superano».
E Tonina aggiunge: «Investiamo circa 1,6 miliardi di euro nel servizio sanitario pubblico provinciale, mentre solo una piccola delle risorse è destinata al privato convenzionato. Riconosciamo il contributo importante che le strutture private possono dare, anche per aiutarci a fronteggiare la carenza di personale e la crescente domanda di prestazioni da parte dei cittadini, ma è fondamentale che vi sia il massimo rispetto reciproco nei rapporti con le istituzioni pubbliche e con l’Azienda sanitaria. L’azione condotta dal presidente in questi giorni ha portato al risultato sperato, dando una risposta concreta e di grande soddisfazione per la comunità delle Valli del Noce».
Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore generale Antonio Ferro, che rassicura la comunità e gli operatori: «L’organico dell’ortopedia rimane pienamente operativo e siamo già attivi per ricoprire, nel minor tempo possibile, le altre posizioni apicali vacanti all’ospedale Valli del Noce». La nota della Provincia informa che anche «da parte di Solatrix è emersa una significativa disponibilità a trovare una soluzione condivisa e a rafforzare il percorso di integrazione con il sistema sanitario trentino».

 

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