sanità
martedì 29 Settembre, 2026
Cles, terremoto in ortopedia: il primario e tre medici si dimettono. L’ira del Comune: «Non siamo stati informati»
di Donatello Baldo
Il direttore generale di Asuit, Antonio Ferro, mostra sicurezza: «Risolveremo tutto entro dicembre, per i cittadini non ci saranno conseguenze»
«Vigileremo affinché l’ospedale continui a garantire un servizio ortopedico d’eccellenza», scrivono in una nota congiunta la sindaca di Cles Stella Menapace e i due presidenti delle Comunità delle valli di Non e Sole Martin Slaifer Ziller e Lorenzo Menapace. Ma nel comunicato traspare anche la forte l’irritazione di essere stati tenuti all’oscuro delle dimissioni del primario Romano e degli altri tre medici del reparto di ortopedia. Il direttore generale di Asuit (Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino), Antonio Ferro, mostra sicurezza: «Risolveremo tutto entro dicembre, per i cittadini non ci saranno conseguenze. E risolveremo sentendo i territori».
Riunione operativa
Gli amministratori sono arrabbiati, e preoccupati. Ieri si sono incontrati all’interno di una riunione operativa che ha visto al tavolo la giunta comunale di Cles con le due Comunità di Valle per confrontarsi sulla situazione che si è venuta a creare all’Ospedale Valli del Noce dopo che il primario di ortopedia Luigi Umberto Romano e tre medici dello stesso reparto, Marino Boi, Luca D’Orazio e Federico Zancan, hanno rassegnato le proprie dimissioni. Dimissioni che saranno operative a partire dal 1° gennaio 2027. «La direzione medica dell’ospedale ci ha assicurato che la fase di transizione verrà gestita al meglio, garantendo la continuità del servizio con i pazienti che resteranno in carico anche con l’inizio del nuovo anno – fanno sapere Menapace, Slaifer Ziller e Cicolini – Quando abbiamo appreso la notizia delle dimissioni dei medici ci siamo subito attivati, chiedendo all’Azienda Sanitaria che venga mantenuto questo servizio d’eccellenza sul territorio. La nostra responsabilità, in questo senso, sarà quello di continuare a presidiare l’ambito sanitario affinché quest’impegno sia rispettato».
A nostra insaputa
Nel comunicato è scritto che «le amministrazioni locali, che non erano a conoscenza del fatto che i quattro professionisti avevano intenzione di lasciare l’incarico, riconoscono il valore dei professionisti che hanno lavorato nel reparto di ortopedia». Ringraziano i medici «preparati e competenti, che hanno costruito nel tempo la propria esperienza e le proprie competenze anche all’interno dell’Ospedale di Cles», ma vanno all’attacco dell’Azienda sanitaria: «Le dimissioni sono state presentate il venerdì pomeriggio e la notizia è stata resa pubblica prima ancora che il relativo protocollo fosse formalizzato. Avremmo voluto avere la possibilità di essere informati e ascoltati prima, per poter comprendere la situazione, confrontarci con i professionisti e con l’Azienda sanitaria e, per quanto nelle nostre possibilità, contribuire a trovare soluzioni. Non vogliamo alimentare contrapposizioni. Vogliamo però che, soprattutto quando si parla di servizi sanitari fondamentali per una comunità, il territorio venga coinvolto e possa essere parte del confronto prima che le decisioni siano già assunte e comunicate». E la conclusione: «Oggi è il momento di lavorare insieme affinché venga garantita la continuità del servizio, siano tutelati i pazienti, venga dato ascolto al personale e sia salvaguardato il principio di una sanità pubblica accessibile e vicina alle persone. Il nostro ospedale è un patrimonio della comunità. E la comunità c’è».
Risolveremo
Il direttore di Asuit è però sicuro che il problema sarà risolto. «Risolveremo entro dicembre. Così che dal 1° gennaio — da quando saranno operative le dimissioni — ci sia una continuità di servizio: «I cittadini non subiranno conseguenze». E Ferro spiega anche perché è certo di riuscire a risolvere il problema in tempi brevi: «La sanità trentina è forte sul fronte dell’ortopedia, il concorso per ortopedici ha avuto una buona risposta». Non entra nel merito l’assessore Mario Tonina, non ufficialmente. Ieri ha parlato in generale, dicendo che «i problemi ci sono e devono essere affrontati».
Sala Ibrida al via
Non solo problemi e disagi per la sanità trentina. Di ieri anche una buona notizia, l’inaugurazione della nuova Sala operatoria ibrida (Hor – Hibrid Operating Room): uno spazio ad altissima tecnologia che unisce un ambiente chirurgico d’avanguardia con sistemi di diagnostica per immagini di altissimo livello. Grazie a questa tecnologia integrata, le équipe di cardiologi, cardiochirurghi, chirurghi vascolari e radiologi interventisti potranno operare in simultanea nello stesso ambiente, eseguendo con precisione interventi complessi, studiati e progettati sul singolo paziente, senza necessità di trasferimenti durante la procedura. Alla presentazione dell’hub il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l’assessore alla Salute Mario Tonina, il direttore Ferro, la direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani e il direttore del Dipartimento ad attività integrata cardio toraco vascolare Roberto Bonmassari. L’opera è stata realizzata grazie a un investimento di 5,7 milioni di euro interamente finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, di cui oltre 3,2 milioni per gli interventi edili e impiantistici e 2,5 milioni di euro destinati alle tecnologie sanitarie e agli arredi.
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