la nomina
sabato 26 Settembre, 2026
Rovereto, la scalinata dei dinosauri riceve il premio internazionale per l’architettura. «Valorizza il patrimonio paesaggistico»
di Leonardo Omezzolli
L’assessore Miniucchi: «Questo traguardo è un riconoscimento che restituisce il valore progettuale e lo sforzo amministrativo»
Forse, alla fine, un punto fermo sulla realizzazione delle scale metalliche che permettono l’accesso e la visita alle «Orme dei dinosauri» ai Lavini di Rovereto lo mette il premio internazionale per l’architettura consegnato ad Alessio Trentini e Gianluca Dossin al City’Scape Award 2026 nella Categoria «Il progetto del paesaggio per il turismo». Premio tra i più prestigiosi a livello internazionale e che ha portato agli architetti il riconoscimento internazionale che premia l’architettura italiana e la valorizzazione del patrimonio paesaggistico. Trentini e Dossi (Studio Dossi Trentini) si sono aggiudicati il terzo premio ex aequo al City’Scape Award 2026 grazie al progetto per il Nuovo Percorso di Visita al sito paleontologico del Monte Zugna, caratterizzato dall’installazione delle nuove passerelle sospese sul tracciato delle orme dei dinosauri ai Lavini di Marco. Un risultato rilevante che vede lo studio affiancato a maestri dell’architettura del paesaggio di fama internazionale come Jordi Bellmunt (Spagna), João Ferreira Nunes (Portogallo) e Kari Bergo (Norvegia). La giuria ha motivato l’assegnazione del premio evidenziando come l’intervento riesca a «trasformare un paesaggio impervio e fragile in un’esperienza di conoscenza, accessibilità e valorizzazione territoriale. Le passerelle metalliche, leggere e reversibili, proteggono le testimonianze fossili e, al tempo stesso, costituiscono un racconto spaziale tra geologia, memoria profonda e paesaggio. L’infrastruttura diventa così luogo pubblico, un belvedere sospeso che lo fa diventare museo a cielo aperto». Il City’Scape Award rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al ruolo dell’architettura del paesaggio. L’edizione 2026, incentrata sul tema «Landscape as Infrastructure», ha promosso una visione del paesaggio come infrastruttura ecologica, sociale ed economica fondamentale per affrontare le sfide del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e della rigenerazione urbana. Il premio ha registrato quest’anno un record assoluto con oltre 416 progetti candidati da più di 30 Paesi (tra cui Stati Uniti, Brasile, Germania, Spagna, Vietnam e India), confermando il suo ruolo di riferimento globale. La giuria di qualità era composta da 12 esperti del mondo accademico (Atenei di Milano, Padova, Bologna, Roma e Torino), dal Cnappc e da enti culturali di settore come l’associazione Pietro Porcinai e Paysage. Un successo che dimostra come il paesaggio possa dialogare con la tutela della memoria storica e geologica, fungendo da motore per uno sviluppo turistico sostenibile e di qualità. «Siamo felici – è il commento dei due professionisti – di constatare che le opere premiate sono state accomunate da contesti complessi, che richiedevano soluzioni meditate e lunghi processi di progettazione. Questo riconoscimento è la conferma che è possibile tutelare un bene di interesse culturale attraverso una architettura integrata nel paesaggio». Inevitabile, quindi una certa ricaduta politica soprattutto a fronte dell’intenso scontro che le passerelle hanno animato nel dibattito politico e pubblico. Dall’esterno, quindi, la visione dell’opera è tutt’altro che negativa, ma anzi meritevole di attenzione e di un opportuno riconoscimento. Soddisfatta, quindi l’amministrazione che non ha mancato di complimentarsi con gli architetti per il progetto che da tempo permette di ammirare da vicino la storia del territorio, la sua testimonianza, che parla all’oggi da un tempo che difficilmente si riesce a immaginare: quello di un mondo popolato da creature giganti e sorprendenti, i dinosauri. «È un riconoscimento importante – aggiunge l’assessore alla pianificazione per lo sviluppo urbano sostenibile e senza barriere, Andrea Miniucchi – che restituisce anche il valore non solo progettuale dell’Opera ma anche dello sforzo amministrativo che è stato portato avanti negli anni per poter arrivare alla realizzazione del progetto. È stato infatti frutto di un complesso lavoro di confronto a vari livelli tra comune di Rovereto e Provincia autonoma di Trento che si è arrivati a definire un punto di equilibrio che il progetto ha saputo ben rappresentare».
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