L'iniziativa
venerdì 25 Settembre, 2026
Lavis, una serata per ricordare Adele Cobelli: «Giovane vita spezzata, serve una responsabilità collettiva per evitare altre tragedie»
di Massimiliano Moser
Si terrà mercoled prossimo alle 20.30 all'auditorium comunale
Adele Cobelli è scomparsa poco più di tre mesi fa, ma per la comunità lavisana il vuoto appare ancora molto difficile da colmare. Per ricordare la quattordicenne atleta della Bike Movement Trentino Erbe originaria della frazione di Sorni, e in generale per accendere i riflettori sul tema della sicurezza stradale, l’amministrazione comunale di Lavis in collaborazione con la Federazione Ciclistica Italiana, il Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (Cnca), e la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (Fiab), ha organizzato mercoledì prossimo dalle 20.30 alle 23 all’auditorium comunale, l’evento «Strade in-sicure».
«Responsabilità collettiva»
La sua scomparsa ha colpito l’intero movimento ciclistico trentino, arrivando dopo quelle di altri due giovani atleti trentini: Matteo Lorenzi, 16 anni, nel maggio 2024 a Civezzano mentre stava raggiungendo i compagni per un allenamento, e Sara Piffer, 19 anni, investita nel gennaio 2025 mentre si allenava con il fratello sulla strada tra Mezzocorona e Mezzolombardo. Proprio i genitori di Adele, Sara e Matteo saranno presenti a Lavis per portare la loro testimonianza. Con loro interverrà Marco Scarponi, fratello del campione Michele Scarponi, morto nel 2017 mentre si allenava in bicicletta e nel cui nome è nata una Fondazione impegnata nella promozione di una nuova cultura della mobilità e del rispetto sulla strada. «Per Lavis questa non può essere una serata come le altre – sottolinea il sindaco Luca Paolazzi – la morte di Adele ha lasciato una ferita profonda nella nostra comunità e ha reso ancora più evidente quanto il tema della sicurezza stradale riguardi ciascuno di noi. Ascoltare la sua famiglia insieme a quelle di Sara e Matteo, partire dalle loro storie e confrontarle con dati, esperienze e possibili soluzioni significa provare a trasformare un dolore enorme in una responsabilità collettiva. Servono infrastrutture, regole e controlli, ma serve anche una cultura del rispetto verso chi condivide con noi la strada ed è più vulnerabile».
La serata si aprirà con un intervento del Politecnico di Milano, che presenterà dati e strumenti di analisi dell’incidentalità stradale in Italia. L’ateneo milanese ha sviluppato anche un atlante nazionale degli incidenti ciclistici, basato sui dati Istat e, per gli anni più recenti, sulla loro geolocalizzazione, con l’obiettivo di individuare criticità e aiutare a comprendere dove e come si verificano gli incidenti.
Esempi europei
Seguirà il momento dedicato alle testimonianze. Nella seconda parte della serata una tavola rotonda metterà a confronto prospettive diverse: Fiab affronterà il tema della mobilità ciclabile e dolce, la Federazione Ciclistica Italiana quello del ciclismo sportivo, mentre la Polizia stradale interverrà su norme, controlli e comportamenti. Sarà presente anche Andrea Colombo, già assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, per parlare dell’esperienza delle «Città 30»; il confronto si allargherà inoltre alle esperienze sviluppate in altri Paesi europei. A condurre sarà il giornalista di Radio Rai Manuel Codignoni.
Il primo appuntamento lavisano della Settimana dell’Accoglienza sarà però lunedì prossimo alle 20.30, sempre all’Auditorium comunale, con «Attraverso la mia ombra», recital di Mattia Archinito con la regia di Serena Andreani.
Archinito, detenuto nel carcere di Bollate e condannato all’ergastolo, porta sul palco la propria esperienza in un racconto che attraversa i temi della giustizia e della vendetta, della solitudine e della memoria, del senso della pena e del confine tra colpa, responsabilità e possibilità di cambiamento.
L’appuntamento è promosso dal Comune di Lavis, con Cnca, Liberi da dentro, Cooperativa Sociale Arcobaleno, Comunità di Valle Alto Garda e Ledro, Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale e circolo pensionati e anziani «La Madonina».
«La cultura può essere anche il luogo nel quale una comunità affronta insieme gli argomenti più difficili – aggiunge l’assessora alla cultura Caterina Pasolli – la sicurezza passa anche dalla qualità delle relazioni e dalla capacità di una comunità di non lasciare sole le persone nei passaggi più complessi della loro vita. Portare a Lavis esperienze e storie così forti significa creare un’occasione di ascolto e di consapevolezza, interrogandoci sul significato della responsabilità, della pena e sulla possibilità concreta di ricominciare».
Commenti:
Devi effettuare il login per poter pubblicare un commento.