Politica

domenica 20 Settembre, 2026

La Lega torna unita per un giorno, dal Trentino partono in 150 (e ci sono anche Fugatti, Segnana e Zanotelli)

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Il raduno sul "sacro suolo" leghista arriva in una fase delicata per il partito, tra il ricordo di Umberto Bossi, le richieste di maggiore autonomia e i malumori della vecchia guardia nei confronti della linea di Salvini

Sul pratone di Pontida, in provincia di Bergamo, fervono i preparativi per il raduno della Lega, partito ieri con l’appuntamento dedicato ai Giovani. Attorno al palco – da cui interverranno oggi gli esponenti del Carroccio con il segretario Matteo Salvini in chiusura – dove domina su sfondo rosso l’Alberto da Giussano, una serie di striscioni di vari colori con su scritto: ‘Burqa e Sharia? Non passa lo straniero’; ‘Woke e asterischi? Non passa lo straniero’; ‘Islam radicale? Non passa lo straniero’; ‘Eurofollie green? Non passa lo straniero’; ‘Bonus solo ai clandestini? Non passa lo straniero’. Sopra la scritta sul pratone ‘Padroni a casa nostra’, ecco uno striscione in verde, che recita: ‘Orgogliosi di essere leghisti’. L’area del ‘sacro suolo’ del Carroccio è tutta delimitata da transenne e sono state cancellate le scritte contro Salvini sui muri e nei marciapiedi intorno al pratone, come ‘Ponte=mafia’ e ‘Salvini ridacci la Lega’. Nella zona dei camper, sono già arrivati ragazzi provenienti da Varese, dalla Liguria, dal Friuli-Venezia Giulia e dal Veneto. Ieri pomeriggio, nel parco giochi nei pressi del pratone, c’è stata la posa di una pianta di ulivo in occasione di quella che ha definito ‘Prima Pontida per la pace’. Alle 17, nell’abbazia di Pontida, si è svolta invece una messa in ricordo del Senatur, che ieri avrebbe compiuto 85 anni. La Pontida Giovani è stata poi chiusa dagli interventi di Luca Toccalini, coordinatore federale della giovanile leghista, e da Salvini che ha detto: «La Lega vince solo se è forte, se è unita e libera e coraggiosa da nord a sud, e lo dico da milanese, lombardo e da padano». Ma la tensione nel Carroccio resta alta: che sia oggi la resa dei conti tra la vecchia guardia che vuole più federalismo e un rinnovamento ai vertici? Oppure Salvini aprirà ai mugugni del neonato Comitato del Nord? «Io spero si mantenga un clima di serenità e di festa. Poi chiaramente le questioni di fondo restano sul tavolo, ma ci sarà modo e tempo per affrontarle» ha commentato il segretario della Lega Lombarda e capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo. «’L’impegno politico e la lealtà appartiene alla comunità che ti ha eletto. Sempre e comunque’. Questo è uno degli insegnamenti che mi ha lasciato Umberto Bossi – ha scritto su Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana -. Oggi, 19 settembre, Umberto avrebbe compiuto 85 anni. È il primo compleanno senza di lui, e cade proprio alla vigilia di Pontida. Domani, su quel Prato che rappresenta una parte così importante della nostra storia, avremo modo di ricordare ancora le sue battaglie, le sue intuizioni e tutto ciò che ci ha lasciato. Autonomia e federalismo non sono slogan, ma un’idea profonda di cambiamento. Quella strada resta davanti a noi. E sta a noi continuare a percorrerla, senza dimenticare da dove siamo partiti e per chi facciamo politica» ha concluso. Tutti i big hanno scritto un ricordo di Bossi, lo stesso ex governatore Zaia ha detto: «Hai rotto consuetudini, cambiato linguaggi, portato al centro del dibattito territori, autonomia e federalismo quando sembravano battaglie impossibili. Ci manchi, capo».

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