Sanità

martedì 15 Settembre, 2026

Quanto costa la dirigenza di Asuit? Cia (Forza Italia): Nel 2026 prevista una spesa di un milione e ottocentomila euro, con un premio al 20%». E arriva l’interrogazione

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Il consigliere: «Dopo i disagi sopportati da cittadini, pazienti e operatori dobbiamo evitare che si aggiunga anche la percezione della beffa di premi riconosciuti quasi automaticamente»

Quanto costa la struttura dirigenziale dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino e con quali criteri vengono attribuiti i premi di risultato ai suoi vertici? Sono le domande al centro di un’interrogazione presentata dal consigliere provinciale Claudio Cia (Forza Italia), dopo un accesso agli atti sulla situazione economica della dirigenza di Asuit.

Dalla documentazione esaminata emerge una previsione di spesa complessiva per il 2026 pari a 1.802.068,62 euro, cifra che comprende 475.555,10 euro di oneri riflessi, ma non tiene conto dei compensi aggiuntivi che al momento non sono ancora quantificabili.

Nel bilancio figurano inoltre 327.662,80 euro di arretrati, relativi al periodo compreso tra il 2020 e il 2025.

La questione premi

A destare particolare attenzione è soprattutto la componente variabile della retribuzione. La retribuzione di risultato può arrivare fino al 20% del compenso istituzionale e, secondo la documentazione acquisita, le valutazioni risultano definite fino al 2023.

Per gli anni 2024 e 2025, invece, i relativi compensi aggiuntivi non sarebbero ancora stati quantificati né corrisposti.

Cia precisa di non voler mettere in discussione il principio secondo cui incarichi di elevata responsabilità debbano essere adeguatamente remunerati. Il punto, sostiene il consigliere, riguarda piuttosto il legame tra compensi aggiuntivi e risultati effettivamente raggiunti.

«Se una parte del compenso è legata ai risultati, allora il risultato deve vedersi e deve essere misurato con criteri chiari e verificabili», afferma Cia.

Liste d’attesa e problemi informatici

Secondo il consigliere, la questione assume un peso particolare alla luce delle criticità che hanno interessato la sanità trentina negli ultimi mesi, dai problemi ai sistemi informatici alle difficoltà ancora presenti sul fronte delle liste d’attesa.

Cia riconosce al tempo stesso gli interventi messi in campo dalla Provincia e da Asuit per recuperare le prestazioni arretrate. Proprio per questo, sostiene, la valutazione dei vertici dovrebbe tenere conto in maniera puntuale dei risultati ottenuti.

«Dopo i disagi sopportati da cittadini, pazienti e operatori dobbiamo evitare che si aggiunga anche la percezione della beffa di premi riconosciuti quasi automaticamente», sottolinea il consigliere.

Un aspetto che, secondo Cia, trova un riferimento anche nel contratto del direttore generale, che collega la componente economica aggiuntiva alla qualità complessiva dell’offerta assistenziale e al rispetto dei tempi massimi di accesso alle prestazioni sanitarie.

L’interrogazione alla Giunta

Per Cia non si tratta di una questione nuova. Già nel 2016 aveva presentato una proposta di mozione con l’obiettivo di rafforzare il peso di criteri oggettivi e verificabili nella valutazione del direttore generale dell’Azienda sanitaria e aumentare la trasparenza nell’assegnazione del premio di risultato.

Con la nuova interrogazione il consigliere chiede alla Giunta provinciale di fare chiarezza sugli obiettivi assegnati per il 2024 e il 2025, sulle modalità con cui vengono misurati e sul peso attribuito alla qualità dell’assistenza e ai tempi di accesso alle prestazioni.

Tra le richieste anche i dati sul costo effettivo della struttura dirigenziale e sulle componenti premiali che devono ancora essere determinate.

«La sanità trentina può contare su grandi professionalità e su importanti investimenti della Provincia. Essere esigenti sui risultati significa tutelare questo patrimonio e mettere sempre al primo posto cittadini e pazienti», conclude Cia.

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