Il racconto

sabato 12 Settembre, 2026

Florence Road incantano Poplar: la band irlandese è il picco di una serata da salto nell’iperspazio

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Il racconto delle performance di Florence Road, Angelica Bove, Piccolo, Ela Minus ed Emilio Paranoico al Poplar Festival sul Doss Trento: una serata di musica di altissimo livello

Fate un monumento alle Florence Road. Da domani il Doss Trento dovrebbe chiamarsi monte Lily Aron, in onore della cantante e chitarrista. Si scherza ma neanche troppo perché di musica di alto livello da Poplar negli anni ne è passata, dai Verdena agli Zen Circus o Giorgio Canali, passando per nomi internazionali come King Krule, Yung Lean o i Viagra Boys, ma qui forse si è assistito a qualcosa di ancora diverso e forse nemmeno il pubblico se ne è ben reso conto, pur mostrando di apprezzare. Batteria, chitarre e basso creano un muro di suono incredibile su cui la voce tipicamente irlandese della frontman Lily Aron si appoggia per creare qualcosa di veramente magico, quasi alieno. La band tutta al femminile di Bray incanta ed è sicuramente il picco dell’evento, ma il livello è molto alto anche nelle altre performance. Se il debutto del festival, nonostante la pioggia, aveva rispettato le aspettative, regalando ottime performance come quelle di Faccianuvola, Marco Castello e Pippo Sowlo, ieri sera poplar ha falto il salto nell’iperspazio. Si comincia con l’elettronica del collettivo Lamakkina, che scalda i motori facendo ballare i primi arrivati sul Doss sotto il Volt stage.

Poi è il turno di Angelica Bove, molto attesa dopo la sua esperienza a Sanremo Giovani, dove lo scorso anno si è aggiudicata il secondo posto con il brano mattone. E la cantautrice non delude anzi, la sua voce graffiata si mostra pienamente a suo agio sul main stage per quella che è la sua ultima data del tour con la band al suo fianco. Probabilmente questo tipo di formazione è quella che le si addice di più e infatti lei stessa ringrazia più volte i musicisti, spiegando quanto li apprezzi. Molti sono qui per lei, come Dennis, istruttore della palestra Defant’s alle Albere: «Sono qui per Angelica che apprezzo molto come artista, ho preso il pass solo per questa serata ma poi mi tratterrò anche per gli altri musicisti».

Poi è la volta di Piccolo, che colpisce gli spettatori già dal look: Si presenta sul palco con una maschera da sole, che poi togli e durante il live cambia almeno un paio di outfit. Non sono da meno i suoi musicisti, dal chitarrista che indossa un cappello con orecchio di lupo, al batterista che copre il volto con un passamontagna rosso. In realtà musicalmente parte un attimo in sordina, quasi un po’ emozionato, poi si scioglie alla distanza e da quando parte meMory Card in avanti è tutta un’altra musica. Esce alla giusta distanza, per citare un altro suo brano. A un certo punto chiama anche il pogo e la gente lo segue nonostante non sia ancora arrivato il tramonto. «Sono qui proprio per sentire Piccolo e le Florence Road – racconta il trentino Gabriele – anch’io suono il basso e sono molto curioso. Qui mi piace un sacco e chiamano sempre gente bravissima. Verrò anche domenica per i Cani». Dalla provincia di Treviso viene invece Alessandro, che fa invidia a Piccolo con la sua maglia del calciatore ex Inter Marcelo Brozovic: «E’ il mio primo poplar, vengo da Castelfranco Veneto – spiega – Sono venuto a conoscenza dell’evento tramite un collettivo che si chiama i Soli che ha creato un gruppo telegram apposta per informarsi su eventi di questo tipo. Siamo circa una cinquantina e da tempo mi consigliavano di venire a Poplar, ho prenotato ad un camping qui vicino e mi fermerò per tutto il festival. Il gruppo per cui ho preso il pass sono i Maruja, ma poi ci sono tanti altri artisti che apprezzo come 4AM Kru». «Io invece stasera sono venuto per Okgiorgio e Samà Abdulhadi stasera e salirò anche per le prossime due serate. Sono curioso anche dei Cani e dei Floating Points domani. I nomi grossi sono sempre molto curati, chi organizza sa quello che fa e chiama sempre nomi molto validi».

C’è chi invece è venuto per l’atmosfera, come Chiara: «Sono arrivata ieri a scatola chiusa da Ravenna – racconta – Sono arrivata a scatola chiusa per scoprire un po’ di artisti, mi fermo tutti e quattro i giorni, molto bello anche il contesto con le montagne tutte intorno. A me piace molto che il festival finisca con i Cani. E’ stata una delle cose che mi hanno attratto anche sentimentalmente, ho pensato che se il mood del festival è quello di finire con i Cani allora dovevo esserci». E tornando alla musica dopo Piccolo è la volta del talento generazionale delle Florence road che a tratti fanno pensare che Trento sia diventata la Dublino o la Seattle degli anni 90. Dopo di loro arriva Emilio Paranoico che spazia tra techno, house e trap con un’energia e un’attitude tipicamente punk. Chiude il cerchio la cantautrice colombiana Ela Minus che colpisce per l’eleganza del suo electropop, carico di synth atmosferici, facendoci traslocare dalla scena rock irlandese ai migliori club di Berlino. Anche di lei sentiremo tanto parlare.

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