Primiero

martedì 18 Agosto, 2026

Imèr, 500 semi per far rinascere il Giardino Botanico Val Noana: un tesoro alpino a 676 metri

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Specie autoctone raccolte sul territorio e un microclima unico permettono di riportare nel giardino piante tipiche delle alte quote

Cinquecento semi di piante autoctone, raccolti uno per uno sul territorio, per far rinascere il Giardino Botanico «Val Noana» di Imèr. È il cuore del progetto di riqualificazione seguito da Maurizio Carletti che l’amministrazione comunale ha presentato nei giorni scorsi per fare il punto sui lavori in corso.

Un lavoro lento, per sua stessa natura. «I tempi della natura non sono i nostri», spiega Carletti, che da mesi si dedica alla selezione e alla semina di specie tipiche dell’ambiente alpino del Monte Pavione. Non si tratta di piante da vivaio, pronte all’uso: ogni varietà richiede settimane, a volte mesi, prima di dare i primi risultati, e per alcune colture più difficili veder germogliare anche solo due o tre esemplari da una semina è già un piccolo traguardo.

Tra le specie in lavorazione ci sono campanule di roccia, il giglio di Sant’Antonio, quello arancio che si incontra nei prati, così chiamato localmente — e quelle che in dialetto vengono definite «grassole», una sorta di spinacio selvatico che troverà posto nelle terrazze del giardino dedicate alle piante alimurgiche, quelle commestibili. E ancora stelle alpine e garofani di montagna, tra cui una varietà particolarmente profumata che cresce sugli ultimi lembi di pascolo sotto il Pavione.

Non è un caso che il giardino riesca a ospitare specie di questo tipo. Il sito ha infatti una particolarità che pochi altri luoghi a 676 metri di altitudine possono vantare: mantiene un microclima che riproduce fedelmente quello di quota ben più elevata, trovandosi in un’area sotto monte esposta a inverni rigidi e priva di irraggiamento solare diretto. Le condizioni ricreano così l’habitat della porzione di Val Noana inclusa nella rete Natura 2000, sul versante nord delle Vette Feltrine, permettendo alle piante di alta montagna di attecchire in un contesto altrimenti fuori portata.

Un microclima che, non a caso, questo luogo ha già saputo sfruttare in passato. Molti a Imèr ricordano ancora che l’area oggi occupata dal giardino botanico fu per decenni un vivaio forestale, i cosiddetti «Orti», abbreviazione di «orti forestali». La sua storia risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando l’Impero Austro-Ungarico vi destinò la coltivazione di giovani alberi, provenienti dalla Val di Fiemme, per sostituire quelli abbattuti a scopo di legname: le piantine crescevano sui terrazzamenti fino a diventare abbastanza robuste da essere trapiantate nel bosco. Abbandonati dopo la Prima Guerra Mondiale, gli Orti furono ripristinati solo intorno agli anni Cinquanta dal comune e dal Servizio forestale, che diedero lavoro a una decina di donne del paese. Per anni, in occasione della tradizionale Festa degli Alberi, alunni e insegnanti di Imèr salivano nel bosco a piantare i virgulti, ricompensati con un pranzo a base di polenta, salsiccia e formaggio.

L’alluvione del novembre 1966 che devastò il Trentino colpì duramente anche Imèr e la Valle di Primiero, distruggendo gli Orti: del vivaio si salvarono solo la recinzione, la casetta degli attrezzi e le aiuole, mantenute fino agli anni Novanta, quando la vegetazione spontanea prese definitivamente il sopravvento.

Le prossime settimane segneranno una fase nuova del progetto attuale: con la fioritura dei ciclamini inizieranno le prime messe a dimora, insieme alla preparazione delle terrazze destinate alle erbe alimurgiche.

A rendere il progetto ancora più significativo è il coinvolgimento di un gruppo di ragazzi, tra gli 8 e i 13 anni, che affiancherà Carletti nelle attività di piantumazione. Un’equipe ancora piccola, che l’amministrazione conta di ampliare nel tempo, pensata per trasmettere ai più giovani la sensibilità verso le piante e la natura del territorio. Non solo bambini e ragazzi: l’idea è di coinvolgere anche gli adulti, con serate e iniziative a tema dedicate al giardino.

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